Poste italiane introduce un canone annuale di sei euro per lo Spid, scatterà dopo un anno

Poste italiane introduce un canone annuale di sei euro per lo Spid, scatterà dopo un anno

Poste italiane introduce un canone annuale di sei euro per lo Spid, scatterà dopo un anno Photo Credit: Ansa


Il rinnovo dell'identità digitale dal 2026 non sarà più automatico, si può pagare on line, restano alcune alternative gratuite, sono previste esenzioni

ll nuovo anno si apre con una svolta attesa, che si unisce agli aumenti in finanziaria, ed alle valutazioni di aumenti del costo della vita.Il servizio Spid di Poste italiane ha dei costi di gestione, che si vogliono coprire. Dunque anche Poste Italiane introduce un canone annuale per lo SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale. L’importo è fissato a 6 euro l’anno, IVA inclusa. Una cifra allineata a quanto già deciso da altri gestori privati come Aruba e Infocert che avevano già introdotto il servizio a pagamento rispettivamente a maggio e luglio del 20


Le modalità

l costo scatterà solo al momento del rinnovo dell’identità digitale. Per i nuovi utenti, invece, il primo anno resta gratuito. Fino a oggi il rinnovo dello SPID avveniva in automatico. Dal 2026 non sarà più così. Alla scadenza della propria identità digitale bisognerà versare il canone per continuare a utilizzare il servizio. La data di rinnovo è consultabile nell’area personale del sito PosteID. Il pagamento potrà avvenire online, accedendo con SPID oppure inserendo codice fiscale ed email. In alternativa, sarà possibile pagare anche in ufficio postale, presentando il solo codice fiscale dell’intestatario, anche se assente fisicamente.

Se il rinnovo non viene pagato, lo SPID non viene cancellato immediatamente : resta esistente per 24 mesi, ma viene sospeso fino alla regolarizzazione.

Chi è esentato dal canone

 Poste conferma che lo SPID resterà gratuito per alcune categorie come minorenni, over 75, residenti all’estero e per i titolari di SPID a uso professionale. Un’esclusione che limita, anche se in misura minima, l’impatto sociale della decisione.

Perché lo SPID diventa a pagamento

Gestire milioni di identità digitali richiede infrastrutture, assistenza, aggiornamenti di sicurezza continui. Costi crescenti, difficili da sostenere senza contributi pubblici stabili. I fondi statali destinati ai provider sono rimasti congelati dal 2023 fino alla primavera del 2025. In quel periodo i gestori hanno continuato a operare in totale autonomia. Da qui la scelta, già fatta da altri operatori, di introdurre un canone annuale per garantire la sostenibilità del servizio.

Gli SPID che restano gratuiti

Chi non intende accettare le nuove condizioni può recedere dal contratto entro 30 giorni senza costi e penali. Esistono comunque altre strade, perché ci sono alcuni provider che offrono SPID gratuito se attivato tramite CIE, CNS o firma digitale, come Namirial, Sielte, SpidItalia, Intesi Group ed EtnaID. E poi c’è l’alternativa pubblica: CieID, legata alla Carta d’Identità Elettronica. È gratuita, funziona sulla maggior parte dei portali statali e sta crescendo anche nel settore privato.

Nato nel 2016, lo SPID ha portato un’unica coppia di credenziali a oltre 40 milioni di italiani. Ha semplificato l’accesso alla Pubblica Amministrazione, ma ha anche mostrato qualche falla, con fragilità strutturali. Il passaggio al canone, pur limitato e simbolico, segna una linea chiara: l’identità digitale non è più solo un servizio pubblico. È un’infrastruttura che dovrà tenersi in piedi con i soldi degli italiani



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