Si è dimessa la Ministra del Turismo Daniela Santanché, ecco la lettera a Giorgia Meloni
Si è dimessa la Ministra del Turismo Daniela Santanché, ecco la lettera a Giorgia Meloni Photo Credit: Ansa
25 marzo 2026, ore 18:48 , agg. alle 19:25
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La Ministra Daniela Santanché si è dimessa. Una giornata lunga, lunghissima sul fronte politico con l'opposizione pronta a sfiduciarla. Ma la Ministra (ormai ex) ha lasciato l'incarico.
APPLAUSO IN AULA
Applauso dai banchi delle opposizioni in Aula alla Camera alla notizia delle dimissioni della ministra Daniela Santanchè. "Non capivo, pensavo applaudiste me...poi ho visto le agenzie e ho capito", ha detto il vicepresidente di turno Giorgio Mulè.
LA LETTERA A GIORGIA MELONI
"Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione", scrive Daniela Santanchè nella lettera di dimissioni alla premier Meloni in cui tra l'altro dice: "Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio".
"Volevo che le mie dimissioni fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l'onorevole Delmastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire "obbedisco" e a fare quello che mi chiedi", aggiunge l'ormai ex ministra.
"Non ti nascondo un po' di amarezza per l'esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri".
La giornata
Dopo aver confermato la sua agenda di oggi per dar prova di non voler lasciare la poltrona da ministra, Alla fine ha ceduto: Daniela Santanché si è dimessa poco dopo le 18 dall'incarico di titolare del Turismo, con una lettera a Meloni, in cui sottolinea di essere penalmente immacolata, di non voler essere un capro espiatorio e di essere abituata a pagare anche i conti degli altri. Così Dopo la vittoria del no al referendum sulla Giustizia, la premier Meloni ha fatto «piazza pulita»: e sono arrivate le dimissioni numero 3 dopo quelle di Bartolozzi e Delmastro. Palazzo Chigi auspicava, ieri sera, «che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta fosse condivisa dal Ministro del Turismo». Santanché aveva ignorato quella nota fino all'ultimo. Ma poi l'ipotesi di una sconfessione in Parlamento, con una mozione di sfiducia già programmata per lunedì alla Camera, e avallata dalla maggioranza, deve averle fatto cambiare idea. Una gogna impossibile da vivere. Meglio allora dimettersi, lasciando prima di essere affossata in aula.
