Sicurezza, il governo contro i baby criminali: “Niente cellulari per chi commette reati e multa ai genitori”

Sicurezza, il governo contro i baby criminali: “Niente cellulari per chi commette reati e multa ai genitori”

Sicurezza, il governo contro i baby criminali: “Niente cellulari per chi commette reati e multa ai genitori” Photo Credit: Agenzia Fotogramma


Critiche le opposizioni. La deputata PD Michela Di Biase: “La risposta ai fatti di Caivano non è aprire il carcere ai 14enni”; la senatrice dell'Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi: «La destra ha sempre un'unica soluzione: inasprire le pene. Follia”

Il provvedimento sarà varato domami nel Consiglio dei Ministri, ma se n’è discusso oggi nel pre-Cdm. Dopo gli stupri di Caivano il governo ha lavorato ad un ampio pacchetto sicurezza, inserito in un dl di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile. Ecco i punti principali.


Daspo

Daspo urbano e avviso orale del questore anche per i minorenni che abbiano compiuto 14 anni. «L'avviso orale può essere rivolto anche ai soggetti minori di diciotto anni che hanno compiuto il quattordicesimo anno di età - si legge all'articolo 4 a -. Ai fini dell'avviso orale, il questore convoca il minore, unitamente ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale». E se il soggetto al quale è stato notificato l'avviso risulta condannato, anche con sentenza non definitiva, per delitti contro la persona, il patrimonio, inerenti ad armi o droga, il questore può proporre al tribunale il divieto di utilizzare «piattaforme o servizi informatici e telematici specificamente indicati nonché il divieto di possedere telefoni cellulari».


Minore

Il minore al di sopra dei 14 anni potrà essere sottoposto alla procedura di ammonimento da parte del questore. Nei confronti di chi «era tenuto alla sorveglianza del minore o all'assolvimento degli obblighi educativi è applicata la sanzione amministrativa pecuniaria da 200 euro a 1.000 euro, salvo che non provi di non aver potuto impedire il fatto». Quanto al Daspo urbano, «qualora le persone indicate siano pericolose per la sicurezza pubblica e si trovino in un comune diverso dai luoghi di residenza o di dimora abituale, il questore può ordinare loro di lasciare il territorio del comune entro un termine non superiore a quarantotto ore, inibendo di farvi ritorno, senza preventiva autorizzazione, per un periodo non inferiore a sei mesi e non superiore a quattro anni».


Sud

Il decreto legge prevede anche 32 milioni di euro, in tre anni, di nuovi fondi stanziati per le scuole del Mezzogiorno per «potenziare l'organico dei docenti per l'accompagnamento dei progetti pilota del piano "Agenda Sud"». La spesa autorizzata per il 2023 sarà di 6,4 milioni, per il 2024 di 16 milioni e per il 2025 di 9,6 milioni. Il provvedimento prevede, poi, a partire dal primo gennaio 2024 l'istituzione di un Fondo contro la dispersione scolastica.


Carcere

Niente più multa da 30 euro, ma fino a due anni di carcere. Il provvedimento abroga l'articolo del codice penale che prevede una multa di 30 euro e aggiunge un nuovo articolo che punisce fino a due anni di carcere «chiunque, rivestito di autorità o incaricato della vigilanza sopra un minore, omette, senza giusto motivo, d'impartirgli o di fargli impartire l'istruzione obbligatoria». Inoltre, non verrà elargito l'assegno di inclusione per i nuclei familiari il cui figlio o figli non frequentino regolarmente la scuola dell'obbligo: «Non ha altresì diritto all'Assegno di inclusione il nucleo familiare per i cui componenti minorenni non sia documentata la regolare frequenza della scuola dell'obbligo».


Rieducazione

Viene introdotto anche un «percorso di rieducazione del minore». Il pm, nel caso di reati per i quali è prevista la pena non superiore a 5 anni di reclusione, si legge nel testo, notifica al minore e all'esercente la responsabilità genitoriale l'istanza di definizione anticipata del procedimento a condizione che il minore «acceda a un percorso di reinserimento e rieducazione che preveda lo svolgimento di lavori socialmente utili o la collaborazione a titolo gratuito con enti no profit o lo svolgimento di altre attività a beneficio della comunità di appartenenza, per un periodo compreso da uno a sei mesi».


Le opposizioni

Le opposizioni però sono critiche. La deputata del Partito Democratico della commissione Giustizia, Michela Di Biase: «La risposta ai fatti di Caivano non è aprire le porte del carcere ai 14enni, ma investire risorse sul contrasto al disagio giovanile e alla povertà educativa. L'impostazione securitaria che arriva da esponenti del Governo è preoccupante: usano slogan facili ed un linguaggio poliziesco invece di pensare ad interventi strutturali. Questo governo mostra i muscoli davanti a questi fatti e non interviene per ridurre il disagio giovanile: restringere un adolescente in carcere non risolve un problema che deve essere affrontato investendo sull'educazione e sulla formazione, tenendo fisso l'obiettivo del reinserimento sociale». Rincara la dose la senatrice dell'Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi «La destra al governo ha sempre un'unica soluzione per tutto: l'inasprimento delle pene. Dopo i rave, questa volta tocca ai minori di anni 14. Pura follia e pura propaganda. È assurdo pensare che la criminalità giovanile, che spesso si annida in contesti sociali di particolare fragilità, possa essere combattuta col carcere».


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