25 luglio 2026 alle ore 13:30, agg. alle 19:27
Si tratta di un cittadino tunisino, irregolare sul territorio nazionale. Secondo quanto ricostruito, tra i due ci sarebbe stata una violenta lite
Svolta nelle indagini sull'omicidio di Luigi Esposito, detto Luca, 53 anni. Il corpo del giornalista era stato trovato domenica scorsa, carbonizzato, nelle campagne di Eboli, nel salernitano. Nella notte i Carabinieri hanno fermato un cittadino tunisino di 26 anni, che ha confessato.
IL CASOLARE ABBANDONATO
L'uomo, senza fissa dimora, irregolare sul territorio nazionale, incensurato, si nascondeva in un casolare abbandonato non lontano dal luogo del delitto. Nella struttura gli inquirenti hanno trovato il telefono cellulare e una carta di pagamento elettronico appartenute alla vittima. Quando ha visto arrivare gli agenti,
il giovane ha prima tentato la fuga, poi si è barricato all'interno. Alla fine è stato fermato e ha confessato.
LA LITE
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, che hanno individuato l'uomo anche grazie ad un’impronta trovata nell’auto di Luca Esposito, i due si conoscevano da qualche tempo e anche sabato scorso si erano prima sentiti e poi incontrati. Tra loro sarebbe nata una lite. Il fermato avrebbe quindi colpito la vittima più volte, violentemente, procurandogli varie fratture, prima di dargli fuoco, utilizzando del materiale plastico, una coperta e alcune sterpaglie, mentre
Esposito era probabilmente ancora vivo. A testimoniarlo ci sarebbero i risultati dell'autopsia effettuata sul corpo, che avrebbe rilevato fumo nei polmoni. Ora il giovane
si trova nella casa circondariale di Salerno, in attesa della convalida del fermo.