Terzo Polo, il futuro tutto in 24 ore. Il ‘count down’ al Senato e alla Camera fra oggi e domani sera

Terzo Polo, il futuro tutto in 24 ore. Il ‘count down’ al Senato e alla Camera fra oggi e domani sera

Terzo Polo, il futuro tutto in 24 ore. Il ‘count down’ al Senato e alla Camera fra oggi e domani sera


Alle riunioni sia Matteo Renzi che Carlo Calenda hanno confermato la loro presenza. I 'duellanti' si ritrovano dopo settimane di scontri via interviste, dichiarazioni, tweet e dopo polemiche su polemiche per la campagna acquisti di militanti e dirigenti

Tutto in 24 ore. Tra stasera (ore 21) e domani (ore 20) si riuniscono i gruppi parlamentari di Italia viva/Azione rispettivamente al Senato e alla Camera. Un doppio appuntamento fondamentale per capire che fine farà nelle aule parlamentari quello che doveva essere il Terzo Polo, ma non solo quello.


Palazzo Madama

Qualche indicazione precisa dovrebbe arrivare, in particolare, da palazzo Madama: alla riunione di stasera sia Matteo Renzi che Carlo Calenda hanno confermato la loro presenza. I 'duellanti' si ritrovano dopo settimane di scontri via interviste, dichiarazioni, tweet e dopo polemiche su polemiche per la campagna acquisti di militanti e dirigenti. Quanto meno, Renzi e Calenda potranno parlarsi direttamente. Se lo vorranno. La presidente del gruppo di palazzo Madama Raffaella Paita ha anticipato di voler presentare un documento per dire stop alle "aggressioni personali" e per formalizzare l'impegno per "una lista unica per le Europee". Come ha chiarito lo stesso Renzi: "Vediamo chi ci sta e chi è contrario. Mi auguro ci sia consenso". Il leader di Iv, in una intervista alla 'Stampa', non l'ha certo mandata a dire a Calenda: "Ho l'impressione che forse la leadership di un partito non sia il lavoro più adatto alle sue caratteristiche. In ogni caso è un problema di Azione". La questione, almeno per restare nei Palazzi, è il futuro dei gruppi parlamentari. "Quanto alla rottura dei gruppi, non saremo noi a provocarla", ha assicurato Renzi.


La linea

Una linea, questa, condivisa da Calenda: "I gruppi per noi non si toccano", ha spiegato il leader di Azione. In queste ore sono al lavoro i pontieri, sia di Iv che di Azione, per evitare un precipitare degli eventi: Ettore Rosato, Elena Bonetti, Luigi Marattin, Enrico Costa, vengono indicati tra i più attivi. Ma sarebbero diversi i parlamentari di Iv/Azione ad aver manifestato in questi giorni preoccupazione per una rottura in Parlamento: "Non conviene a nessuno", è il sentimento più condiviso. La questione è anche regolamentare. Alla Camera i numeri sono più generosi (21 i deputati di Iv/Azione) e consentono diverse opzioni. Gruppi in deroga, da 10 componenti, sono stati formati anche in questa legislatura, a partire da Noi moderati. Al Senato, dove i componenti sono 10 in totale, la questione è più complessa. Nelle ultime settimane, dopo l'arrivo dal Pd di Enrico Borghi, la componente di Iv è salita a 6. Ma "per formare gruppi autonomi servono 9 senatori e non, come a volte si legge, 6.


La Russa

"Il presidente La Russa dovrebbe dare una deroga ad personam", ha chiarito Calenda che ieri sera era al Circo Massimo a Roma per il concerto di Bruce Springsteen grazie al biglietto regalato da Matteo Richetti e lo staff di Azione per i suoi 50 anni. Sullo sfondo, resta l'impegno per le prossime Europee, con Iv e Azione sino ad oggi impegnati nel medesimo progetto: Renew Europe. La legge elettorale per l'Europarlamento, però, è di stampo proporzionale e non prevede apparentamenti.



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