Trump: Tregua prolungata, ma stretto di Hormuz chiuso. L'Iran sequestra 2 navi per rappresaglia
Trump: Tregua prolungata, ma stretto di Hormuz chiuso. L'Iran sequestra 2 navi per rappresaglia Photo Credit: ANSA
22 aprile 2026, ore 15:49
"Non torneremo ai tavoli negoziali se lo stretto non verrà riaperto". I mullah non cedono al ricatto di Trump e continuano le rappresaglie intorno a Hormuz. Intanto il presidente affronta critiche interne
Il presidente degli Usa non ci sta ad essere preso per uno stupido. Lo ha scritto chiaramente in risposta a un editoriale del Wall Street Journal, che aveva titolato “Iranians takes Trump for a Suker”: Gli iraniani prendono Trump per un fesso.
HORMUZ RESTA CHIUSO
'Nessuno mi considera tale', ha vergato su Truth il Tycoon, in risposta a quella stampa che, per le critiche, The Donald considera disonesta e incapace. Poi, Trump ha spiegato che lo stretto di Hormuz resta chiuso e sotto il controllo americano. Ma nell’imbuto tra l’Oman e l’Iran la tensione è altissima. Anche se il capo della Casa Bianca ha prolungato la tregua fino a data da destinarsi per permettere ai nemici produrre un piano unitario da proporre agli Usa, le schermaglie e gli attacchi intorno allo stretto non si placano.
SCADENZA TREGUA POSTICIPATA
“Vista la frammentazione del Governo iraniano” ha scritto Trump su Truth, “diamo tempo ai Pasdaran di mettersi d’accordo sul contro-programma da presentare agli Stati Unti”. Di tutta risposta, i Guardiani della rivoluzione hanno chiarito che non tratteranno per la pace finché sarà in vigore il blocco navale. Poi, per rappresaglia, avrebbero colpito tre imbarcazioni, due delle quali successivamente sequestrate e scortate fino alla costa iraniana. Una sarebbe la nave portacontainer Francesca della MSC. A loro volta gli Stati Uniti hanno bloccato un cargo legato alla Repubblica Islamica. I Mullah sono convinti che Washington stia prendendo tempo per pianificare un nuovo attacco, mentre Trump è convinto che Teheran voglia la riapertura di Hormuz perché è in difficoltà. ‘Sono a corto di soldi’ ha dichiarato nel suo modo informale the Donald sul suo social.
CRITICHE INTERNE E NON
E mentre cala momentaneamente il sipario sugli accordi di Islamabad, Trump deve affrontare anche diverse beghe interne. Oltre alle affermazioni del Wsj, il presidente si deve difendere dal fuoco amico: le critiche interne. 'Parla troppo!' è l’accusa che arriva anche dalla sua base elettorale, con il timore che gli Stati Uniti possano essere trascinati in un conflitto di frizione che duri anni, come sta accadendo in Ucraina, mentre i costi interni lievitano in maniera preoccupante e il consenso cala in modo altrettanto allarmante. Intanto, proprio nel momento in cui scriviamo, riappare sul suo social il presidente per comunicare che 'possibili' nuovi colloqui potrebbero avere luogo venerdì prossimo. L'ennesimo annuncio senza seguito?



