Zelensky scettico sulla mini-tregua proposta da Trump. Il Cremlino conferma che si asterrà dagli attacchi

Zelensky scettico sulla mini-tregua proposta da Trump. Il Cremlino conferma che si asterrà dagli attacchi

Zelensky scettico sulla mini-tregua proposta da Trump. Il Cremlino conferma che si asterrà dagli attacchi Photo Credit: ANSA


Forse un accordo è possibile. Dopo il sì del Cremlino alla tregua proposta da Trump, un negoziato credibile potrebbe prendere forma per i prossimi incontri ad Abu Dhabi. I dubbi e le speranze

La tregua del gelo o il gelo della tregua. Una locuzione che funziona in entrambi le direzioni.

IL SI' DEL CREMLINO

Il Cremlino, proprio in queste ore, avrebbe confermato di astenersi dall'attaccare l'Ucraina fino al 1° di febbraio. Il portavoce presidenziale Peskov, ha dichiarato non bombarderà per promuovere il processo di pace mediato dal presidente Trump. che la Russia Se fosse confermata, sarebbe la tregua più lunga dall'inizio del conflitto nel 2022. Proprio oggi Kiev ha denunciato che 613 edifici della capitale 'restano senza riscaldamento' dopo i raid di Mosca del 23-24 gennaio e la Commissione Ue e la Bei hanno stanziato altri 50 milioni di euro per la società energetica per sostenere il sistema energetico colpito dai bombardamenti. Non ci sono, quindi, dettegli in merito alla gestione della tregua. Ciò che si apprende è che i russi dovrebbero interrompere i raid contro le infrastrutture energetiche della capitale Kiev e delle città principali. Da parte loro, gli ucraini avrebbero interrotto gli attacchi a raffinerie gasdotti e strutture russe. Nulla sarebbe invece cambiato per i soldati e le aree urbane nei pressi delle linee sul fronte specie nel Donbass e nella regione di Zaporizhzhia, dove si continua a combattere. L'aeronautica militare ucraina ha riferito che la Russia ha lanciato oltre 100 droni e un solo missile contro l'Ucraina. Il presidente ucraino ha confermato, però, che non esiste un accordo ufficiale di cessate il fuoco sugli obiettivi energetici tra Ucraina e Russia. Per lui la decisione, che l'Ucraina ritiene un'"opportunità" piuttosto che un vero e proprio accordo, è stata un'iniziativa proposta dagli Stati Uniti e personalmente da Donald Trump.

LA TREGUA PER IL GELO

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato di aver ottenuto il benestare da parte dell’omologo russo Vladimir Putin una tregua energetica nei giorni più freddi dell’anno. 'Ho chiesto a Putin di non sparare per una settimana a causa del freddo e lui ha accettato', ha annunciato a sorpresa il tycoon. La richiesta è arrivata mentre la Russia stava martellando le infrastrutture critiche del Paese, lasciando molte persone senza riscaldamento, nell’inverno più gelido degli ultimi anni. Previse punte di -30 gradi per le prossime due settimane nella maggior parte delle regioni senza energia. Ieri, il presidente ucraino Zelensky aveva avvertito che i russi stavano preparando 'un nuovo massiccio attacco' contro il Paese, quindi, l’annuncio di Trump aveva portato soddisfazione e rassicurato. Zelensky ha ringraziato il presidente americano 'per l'importante dichiarazione'.

KIEV SI ASTERRA'

Zelensky ha affermato che "se Mosca interromperà gli attacchi alle infrastrutture energetiche dell'Ucraina, Kiev in cambio si asterrà dal colpire i siti energetici russi". L'ambasciatore straordinario del ministero degli Esteri russo con competenza sui "crimini del regime di Kiev", Rodion Miroshnik, ha dichiarato che l'Ucraina "ha risposto a ogni nuova iniziativa per trovare soluzioni con un aumento dei bombardamenti su obiettivi civili o nuovi attacchi terroristici". Lo riferisce l'agenzia di stampa russa Tass. In conferenza stampa il diplomatico ha osservato che l'intensità degli attacchi e il numero di vittime civili "sono cresciuti in modo esponenziale e sono direttamente correlati all'intensificazione del processo di mantenimento della pace". Miroshnik, d'altra parte, non ha fatto alcun riferimento alla presunta tregua nei bombardamenti russi sulle strutture energetiche ucraine, rivendicata ieri dal presidente Usa Donald Trump come un successo personale nel dialogo con Vladimir Putin.



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