Dopo il discorso di Trump stop degli aiuti americani all'Ucraina, "ma è temporaneo"

Intanto la Corte suprema ha stabilito che vengano ripristinati due miliardi di dollari di fondi Usaid tagliati dall'amministrazione Trump
Poche ore dopo il discorso sullo Stato dell'unione al Congresso americano del presidente Trump, è ufficiale lo stop degli Stati uniti agli aiuti per l'Ucraina. A confermarlo è stato il direttore della Cia John Ratcliffe (una delle nomine fatte dallo stesso Trump dopo l'elezione). In una intervista a Fox News, Ratcliffe ha confermato che gli Usa hanno ''sospeso'' la condivisione di informazioni di intelligence con l'Ucraina, spiegando che "Trump ha dei dubbi sul reale impegno di Zelensky nel processo di pace", motivo per cui avrebbe detto di "fermarsi un attimo".
Stop agli aiuti (temporaneo)
La notizia della sospensione degli aiuti americani a Kiev era stata anticipata nelle scorse ore dal Financial times. Lo stop riguarda forniture militari ma anche informazioni a livello di intelligence. Ciò che è stato comunque precisato dal direttore della Cia nel corso di un'intervista è che la sospensione sul piano militare e su quello dell'intelligence è temporanea e che gli Stati Uniti torneranno a lavorare fianco a fianco con l'Ucraina perché necessario: "Dobbiamo respingere l'aggressione che c'è lì e creare le condizioni migliori affinché questi negoziati di pace possano andare avanti".
La Corte suprema contro Trump su Usaid
Tra i primi atti dell'amministrazione Trump (con Elon Musk, anche in questo caso, grande protagonista) c'era stato l'annuncio di un forte taglio dei fondi destinati all'Usaid, l'agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale, bollata come "covo di lunatici radicali". Parte di quei fondi sono (o erano) destinati a programmi di aiuti umanitari da miliardi di dollari. Un portavoce del Dipartimento di Stato aveva parlato di oltre cinquemila stanziamenti da eliminare per un valore totale di oltre cinquanta miliardi di dollari. Ora, però, la Corte Suprema respinge l'affondo del presidente e stabilisce che devono essere riavviati due miliardi di dollari di pagamenti dovuti a degli appaltatori che hanno già completato il loro lavoro. È stata bocciata quindi la richiesta di Trump di respingere l'ordinanza del tribunale di prima istanza. Tutto era partito dal ricorso di due importanti appaltatori di Usaid che si erano rivolti a un tribunale locale per contestare il taglio dei fondi parlando di "caos generato dal governo". La votazione ha visto cinque giudici a favore del ripristino dei fondi e quattro contrari.
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