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Guerra in Iran, i Pasdaran rispondono agli attacchi Usa: dubbi sulle vittime americane

Guerra in Iran, i Pasdaran rispondono agli attacchi Usa: dubbi sulle vittime americane

Photo Credits: ANSA

Valentina IannicelliValentina Iannicelli
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Il conflitto si alza di intensità. I tavoli diplomatici sono acqua passata e i Mullah colpiscono le basi americane in tutte le regioni del Medio Oriente.


LA DISTANZA TRA I FATTI E LE PAROLE

Due fronti sui quali si combatte la guerra in Medio Oriente. Quello sul terreno e quello della comunicazione. Di certo la tensione è altissima e ogni trattativa sembra essere naufragata: dopo la 7a notte consecutiva di raid americani sull’Iran, Teheran ha sferrato colpi durissimi su molte basi statunitensi nella regione. Obiettivi Bahrein, Kwait e Giordania. Quali siano le conseguenze non è chiaro. I Pasdaran hanno dichiarato che in Giordania alcuni soldati americani sono morti, ma il Pentagono, che ha confermato l’attacco, non ha risposto a richieste di commento sulle vittime. In Kuwait sono stati centrati dei desalinizzatoti, lasciando senza acqua potabile 10 mila persone, e un impianto petrolifero, dove sono stati segnalati ingenti danni e diversi feriti. Chiuso l’aeroporto internazionale di Kwait City. Intanto Teheran annuncia che ha sospeso tutti gli impegni dell'intesa sottoscritta con gli Stati Uniti. Poi un nuovo monito “se gli Usa colpiscono le nostre infrastrutture, gli Emirati devono evacuare gli aeroporti". Mentre il sindaco di New York Zorhan Mamdani ha intenzione di chiedere l'arresto del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu quando a settembre, andrà all'assemblea generale dell'Onu.


GLI ALTRI FRONTI

Inoltre, Teheran ha annunciato il bocco dello Stretto di Hormuz. Anche in questo caso, sono contrastanti le informazioni sulle presunte esplosioni di due petroliere nel braccio di mare, rivendicate dai Mullah: il Comando centrale degli Stati Uniti smentisce la notizia. Intanto, nuovi raid israeliani hanno colpito il sud del Libano. Mentre il presidente di Beirut Aoun è in volo verso Washington per incontrare Trump. Nella speranza di poter rafforzare una tregua che sembra sempre più in bilico.