Terminata la visita di Papa Francesco a Verona, una giornata densa di appuntamenti

Bergoglio ha presieduto la messa celebrata allo stadio Bentegodi davanti a 31mila giovani
La visita pastorale a Verona di Papa Francesco è stata densa di appuntamenti. “La pace non sarà mai frutto della diffidenza, dei muri, delle armi puntate gli uni contro gli altri”. Queste le parole usate da Bergoglio questa mattina al termine dell'incontro all'Arena con 13mila appartenenti a gruppi pacifisti anche non italiani. Nel corso dell'evento il pontefice ha abbracciato un israliano al quale sono stati uccisi i genitori da Hamas il 7 ottobre e un palestinese al quale l'esercito israeliano ha ammazzato il fratello, i due uomini ora sono amici e collaboratori. L’abbraccio è stato accompagnato da una standing ovation. Il santo padre si è recato poi al carcere di Montorio, che soffre di sovraffollamento, dove ha parlato con i detenuti incoraggiandoli a non perdere la speranza. Infine la messa allo stadio Bentegodi seguita da oltre 31mila giovani.
Papa Francesco, l’importanza del coraggio
"Oggi celebriamo la festa del giorno in cui lo Spirito Santo è venuto. Ma pensate, gli apostoli erano tutti chiusi nel Cenacolo, avevano paura, le porte chiuse, tutto. E' venuto lo Spirito Santo, gli ha cambiato il cuore e sono andato a predicare con coraggio. Coraggio: lo Spirito Santo ci dà il coraggio di vivere la vita cristiana. E per questo, con questo coraggio, cambia la nostra vita. Lo Spirito prima di tutto è quello che ci cambia la vita”, così papa Francesco al Bentegodi nell'omelia, pronunciata interamente a braccio mettendo da parte il testo predisposto.
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