Vertice Nato con Trump e i leader ad Ankara, cosa si decide?

Photo Credits: Ansa/GEORGI LICOVSKI
Lorenzo DardanoAl via domani l’atteso summit in Turchia. Al centro i temi della sicurezza, il finanziamento alla difesa comune, il sostegno all’Ucraina. Sullo sfondo l’incognita Trump dopo l’attacco a Meloni
Dall'impegno formale preso poco più di un anno fa, ad un vincolo più stringente da qui al 2035. Il tutto sotto il segno della sicurezza, il grande tema portante del vertice NATO in programma ad Ankara (Turchia) il 7 e l'8 luglio. Il summit, presieduto dal segretario generale Mark Rutte, vedrà la presenza di 32 tra capi di stato e di governo, oltre al Presidente Americano Trump. In rappresentanza dell'Italia la premier Giorgia Meloni.
Il sostegno all'Ucraina
L'obiettivo dell'aumento delle spese militari fino al 5% del PIL stabilito sulla carta all'Aja a giugno dello scorso anno sembra ancora lontano visto il lungo orizzonte temporale, ma non sarà l'unico tema sul tavolo. Si comincia col sostegno all'Ucraina: reduce da un colloquio con Putin, Trump vedrà Zelensky in uno dei due bilaterali previsti, rilanciando sul Purl, lo schema per spingere gli alleati verso le forniture militari USA. Tra i paesi che non vi hanno ancora aderito proprio l'Italia, insieme a Francia e Regno Unito. Il contributo italiano potrebbe riguardare l'ambito energetico, come richiesto da Kiev.
Gli altri temi
La produzione industriale della difesa, come spendere le risorse, il nuovo equilibrio tra Stati Uniti ed Europa, così come il ruolo della Turchia che, da padrona di casa, rilancerà la sua richiesta di adesione all'Unione Europea. Un vertice definito "breve" in un'Ankara pressoché blindata, che ci concentrerà nella giornata di mercoledì 8, con un rapido giro di tavolo. Occhi puntati anche su quanto accade sul cosiddetto "Fronte Sud" ed in particolare alle crisi migratorie che riguardano il Nord Africa.
Il ruolo dell'Italia dopo l'attacco di Trump
Il governo italiano ha preferito non rispondere sul punto al meme pubblicato alla vigilia da Trump sul social Truth in cui parlava di "ordine restrittivo" con un'immagine che ritraeva Meloni ("Sono parole che si commentano da sole" ha affermato il ministro Tajani). Il nostro Paese si presenta un po' a metà strada rispetto agli impegni presi l'anno scorso, con il 2,8% del Pil in spese militari, con l'obiettivo di salire di qualche punto tra il 2027 e il 2029. Un aumento che dovrebbe valere circa 17/18 miliardi di euro. Il nodo riguara il riparto tra difesa e sicurezza interna: una forbice che è consentita fino all'1,5%.
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