“Adolescenti in scena” a Monza con Fondazione Exodus: un flashmob sulla nonviolenza tra poesia e musica
17 aprile 2026, ore 12:15
Con “Adolescenti in scena: viaggio – crescita – nonviolenza”, i ragazzi e le ragazze del Centro Educativo Diurno SpazioTre hanno inscenato un "musical" per sensibilizzare sulla nonviolenza
Nel pomeriggio di ieri il Piazzale della Stazione di Monza si è trasformata in un grande palcoscenico all’aperto, ospitando “Adolescenti in scena: viaggio – crescita – nonviolenza”, un evento pubblico realizzato dagli adolescenti del Centro Educativo Diurno SpazioTre, luogo educativo e di relazione che accompagna adolescenti nel loro percorso di crescita personale e sociale. Attraverso musica, teatro, movimento, spoken word e poesia, i giovani hanno portato in scena una performance collettiva con l’obiettivo di valorizzare e promuovere la cultura della nonviolenza attraverso linguaggi artistici contemporanei.
«SpazioTre è una realtà del Consorzio Ex.it e Fondazione Exodus di Don Mazzi, che si trova nel quartiere San Rocco di Monza, dove facciamo vari laboratori, tra cui quello di musica che gestisco io. Diamo la possibilità ai ragazzi di usare a musica per raccontarsi. Spesso dietro ai ragazzi ci sono tante storie che magari non raccontano a voce, ma la musica è uno strumento per raccontarsi, tirare fuori le proprie emozioni e condividere esperienza. Oggi ne abbiamo fatta una bellissima sul tema della nonviolenza: abbiamo dato il tema hai ragazzi e loro hanno provato a raccontarsi. È stato molto bello, faccio i miei complimenti a loro» spiega Gabriele Caporali, educatore di SpazioTre che ha condotto i laboratori, insieme a Simone Giovanetti e Silvia Santin con la collaborazione della vocal coach Fiorella Bisogno e di 4cmp Academy APS.
Uscire dall’indifferenza, dal giudizio e dall’isolamento per costruire relazioni basate su ascolto, dialogo ed empatia: questi sono i valori che i ragazzi hanno trasmesso con la loro performance. L’evento è stato un vero e proprio invito alla città a fermarsi, osservare e ascoltare le poesie, le canzoni e le coreografie scritte direttamente da loro sulla base delle proprie emozioni ed esperienze. Oltre alle esibizioni dei ragazzi, sono state organizzate diverse attività partecipative, come “Il Muro delle Esperienze”, un pannello su cui lasciare frasi e disegni; “Angolo poetico”, una zona dedicata all’ascolto e alle poesie stesse; “Abbracci liberi”, gesto simbolico di gentilezza; e “Selfie corner”, per condividere il ricordo dell’evento sui canali social.
L’evento è stato promosso dal Consorzio EX.it cooperative sociali insieme alla Fondazione Exodus don Antonio Mazzi Ets e con il sostegno del Comune di Monza – Servizi Sociali. «Io credo che quello che noi possiamo e dobbiamo fare è quello di aprire degli spazi di espressione per i ragazzi, che siano creativi, belli e anche professionalmente grandi e attrattivi, ma soprattutto aperti, senza discriminazione. Questo è il nostro compito e quella di oggi è una della espressione del nostro Centro, che abbiamo aperto a Monza e di cui siamo contenti, perché sono i ragazzi stessi a darci la forza per continuare» ha spiegato Franco Taverna, Vicepresidente di Fondazione Exodus don Antonio Mazzi.
La regia della performance è stata affidata a Silvia Briozzo, attrice, regista, autrice e formatrice teatrale, con una lunga esperienza nella scena contemporanea e nella pedagogia artistica, che ha raccontato: «La cosa che mi ha particolarmente colpito è stata quando Gabriele, uno degli educatori, mi ha mandato via WhatsApp le loro canzoni e io mi sono messa a piangere appena le ho sentite. Quando ci siamo visti è stato veramente un impatto fortissimo, poetico, emotivo. Questi ragazzi mi hanno proprio stracciato il cuore, perché ho visto una passione, una forza, una determinazione, un'energia, una voglia di emergere, di lasciarsi indietro tutto».



