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Arezzo: omicidio della madre affetta da Alzheimer, assolta la figlia in corte d'assise

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Author image Lorenzo Dardano

14 luglio 2026 alle ore 17:10, agg. alle 19:55

Riconosciuta nella donna l'incapacità di intendere e di volere. I fatti, accaduti a San Giovanni Valdarno, risalgono all'inizio del 2025. L'accusa aveva chiesto 12 anni di reclusione

Quella notte tra l'8 e il 9 marzo del 2025 Giuseppina Martin (67 anni), secondo i giudici, non era capace di "comprendere il significato delle proprie azioni e di autodeterminarsi nel momento del delitto della madre". La Corte d'Assise di Arezzo ha quindi assolto la donna, riconoscendo la sua incapacità di intendere e volere la tragedia che si stava consumando sotto i propri occhi. 

I fatti

La vittima aveva 93 anni, si chiamava Mirella del Puglia e da diversi anni era affetta da Alzheimer e grave decadimento cognitivo. Dopo averla soffocata con un foulard nella loro abitazione di via Fermi, Martin aveva immediatamente chiamato le forze dell'ordine, chiedendo aiuto e confessando il delitto.

La perizia e il pentimento della donna

Determinanti per l'assoluzione sono state le perizie psichiatriche che hanno evidenziato un grave disturbo da stress post-traumatico legato alle condizioni della madre e al peso dell'assistenza. Durante il processo, Giuseppina Martin si è detta pentita e ha chiesto scusa per quanto commesso. Ha inoltre raccontato il lungo periodo accanto alla madre, evidenziando il forte carico assistenziale e la sensazione di essere stata lasciata sola dalle istituzioni. 

"Una tremenda disgrazia"

L'accusa, ritenendo prevalente il vizio parziale di mente, aveva chiesto una condanna a 12 anni di reclusione, pur evidenziando come le richieste di sostegno della donna fossero rimaste senza risposta. "Un lungo percorso processuale", ha commentato la legale dell'imputata che al termine del processo, conclusosi il 13 luglio, ha ricordato gli accertamenti in sede peritale e di incidente probatorio. "Non c’è mai stata una consapevole volontà omicidiaria - ha proseguito - il nostro consulente ha parlato di una vera e propria dissociazione dalla realtà. Tutti i testimoni hanno parlato di una tremenda disgrazia". 

Le motivazioni tra 90 giorni

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni e quindi si saprà se se il pubblico ministero intenderà impugnare o meno la sentenza di primo grado. Nel frattempo tutti i famigliari hanno manifestato il proprio sostegno alla donna, senza però giustificare il fatto. Giuseppina Martin in lacrime ha dichiarato "Non mi rendo conto di ciò che è successo. Spero che un giorno mia madre da lassù possa perdonarmi. Io non riesco a farlo"


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