Censis, un terzo degli italiani preferisce le autocrazie. Famiglie più povere rispetto al 2007. Il sesso l'unico antidoto

Censis, un terzo degli italiani preferisce le autocrazie. Famiglie più povere rispetto al 2007. Il sesso l'unico antidoto

Censis, un terzo degli italiani preferisce le autocrazie. Famiglie più povere rispetto al 2007. Il sesso l'unico antidoto Photo Credit: ANSA


il 59mo rapporto dell'istituto di ricerca restituisce l'immagine di un Paese spaventato povero e impreparato. L'unico leader ammirato è il papa, l'unico sollievo nei piccoli piaceri della vita, in testa il sesso

"L’Italia nell’età selvaggia, del ferro e del fuoco”. Con questo titolo apocalittico inizia il rapporto Censis, il 59mo dell'istituto.

LA FOTOGRAFIA DI UN'ITALIA SPAVENTATA

Un’età “di predatori e prede”, di totale sfiducia nella politica e di seduzione, preoccupante, verso le autocrazie, guardate con favore “dal 30% degli italiani”. La fotografia è quella di un Italia spaventata per il futuro, soprattutto per il dato economico, il Grande Debito, che influenza non solo le nostre vite, ma peserà sui nostri figli e nipoti. La percezione della denatalità e di una popolazione che invecchia bloccando la proliferazione della piccola impresa, e determinando l’impoverimento, se non la progressiva scomparsa del ceto medio. In vent’anni (2004-2024) il numero dei titolari d’impresa si è assottiglia-to da oltre 3,4 milioni a poco più di 2,8 milioni: -17,0% (quasi 585.000 in meno). I giovani imprenditori con meno di 30 anni sono diminuiti nello stesso periodo del 46,2% (quasi 132.000 in meno). E se il reddito delle piccole imprese (fino a 5 addetti) corrispondeva al 17,8% del Pil nel 2004, e poi era sceso al 15,7% nel 2014, nel 2024 si è ridotto al 14,0%. Si indebolisce anche l’altro pilastro: il lavoro.

...E PIU' POVERA

Il rapporto rivela che famiglie italiane nel 2024 hanno perso quasi il 9 per cento del valore delle retribuzioni rispetto al 2007. Un quarto dei giovani italiani non si prepara al futuro, anche se aumentano del 5 per cento le immatricolazioni all’università. E ancora, una diffusa preoccupazione rispetto alla sicurezza, oltre metà della popolazione dichiara la paura di rientrare a casa la sera. Sfiducia nelle istituzioni e nella capacità di incidere dell’Europa. Il 55% degli intervistati è convinto che la spinta del progresso in Occidente si sia esaurita e adesso appartenga a Cina e India. Il 39% ritiene che le controversie tra le grandi potenze si risolvano ormai mediante i conflitti armati, i cui esiti fisseranno i confini del nuovo ordine mondiale.

I PIACERI DEL SESSO COME ANTIDOTO

Negli ultimi vent’anni famiglie italiane hanno drasticamente ridotto le spese per la cultura con quasi meno 35%. Si tratta di poco più di 12 miliardi di euro nell’ultimo anno, ovvero poco più di un terzo di quanto spendiamo nell’insieme per smartphone e computer (quasi 14,5 miliardi nel 2024: +723,3% negli ultimi vent’anni) e servizi di telefonia e traffico dati (17,5 miliardi). La riduzione dei consumi culturali dipende dalla forte contrazione della spesa per giornali (-48,3% in vent’anni) e libri (-24,6%). Ma contemporaneamente gli altri consumi di beni (+14,2%) e servizi culturali (+28,9%) non sono affatto diminuiti. Nell’ultimo anno il 45,5% degli italiani è andato al cinema, il 24,7% ha assistito a eventi musicali, il 22,0% a spettacoli teatrali, il 10,8% a concerti di musica classica e all’opera. L’unico leader a cui si guarda con ammirazione il Papa. E l’unico antidoto alla paura, dice il Censis, sono i piaceri della vita, con in testa il sesso



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