Cinquant’anni dalla strage di Piazza della Loggia. Sergio Mattarella: “A Brescia il terrorismo nero colpiva la democrazia”

Cinquant’anni dalla strage di Piazza della Loggia. Sergio Mattarella: “A Brescia il terrorismo nero colpiva la democrazia”

Cinquant’anni dalla strage di Piazza della Loggia. Sergio Mattarella: “A Brescia il terrorismo nero colpiva la democrazia” Photo Credit: agenziafotogramma.it


"Il desiderio di verità e giustizia non si è fermato", ha dichiarato il Presidente della Repubblica a Brescia

Cinquant’anni fa l’esplosione di una bomba in Piazza della Loggia provocò 8 morti e 102 feriti. Presente a Brescia anche Sergio Mattarella, accolto da un lungo applauso nel luogo della strage, che ha deposto una corona di fiori davanti alla stele in ricordo delle vittime della strage neofascista. “Oggi la Repubblica Italiana è Brescia, è Piazza della Loggia”, ha detto il Presidente della Repubblica dal Teatro Grande.

PIAZZA DELLA LOGGIA, CINQUANT'ANNI DALLA STRAGE

È la mattina del 28 maggio 1974. I sindacati Cgil-Cisl-Uil hanno indetto una manifestazione antifascista in Piazza della Loggia, a Brescia. Davanti al palco circa duemila persone: alle 10.12, durante il comizio del dirigente della Cisl Franco Castrezzati, l’esplosione di una bomba, nascosta in un cestino dei rifiuti, provoca 6 morti – la conta delle vittime salirà a otto nel mese successivo – e 102 feriti. Le indagini si indirizzano immediatamente verso la pista ordinovista: ad essere condannati come esecutori materiali della strage, dopo un lungo iter giudiziario rallentato da tentativi di depistaggio, saranno Maurizio Tramonte, Carlo Digilio e Marcello Soffiati. Nel ruolo di mandante sarà coinvolto anche il dirigente di Ordine Nuovo Carlo Maria Maggi. I fatti di Brescia furono tra i più gravi in una stagione caratterizzata dalla violenza nera e rossa, manifestata con attentati dinamitardi, gambizzazioni ed esecuzioni sommarie decretate dalle frange degli opposti estremismi: alla lunga scia di sangue che funestò l’Italia dalla fine degli anni Sessanta, inaugurata dall’esplosione nella Banca dell’Agricoltura di Piazza Fontana, Milano, il 12 dicembre 1969, due mesi dopo la strage di Piazza della Loggia si aggiunse un altro drammatico tassello, quando un ordigno ad alto potenziale fece saltare in aria, il 4 agosto 1974, alcune carrozze del treno Italicus Roma-Monaco, al termine della Grande galleria dell’Appennino. Il bilancio finale fu di 12 morti e 44 feriti: trattenuto a Termini per la firma di alcuni documenti, tra i passeggeri di quel convoglio ci sarebbe dovuto essere anche l’allora Ministro degli esteri Aldo Moro.

LE PAROLE DI SERGIO MATTARELLA: "LO STATO HA PREVALSO SUI TERRORISMI"

Nella lunga giornata di commemorazioni, oggi a Brescia è presente anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Accolto da un lunghissimo applauso in Piazza della Loggia, ha deposto una corona di fiori davanti alla stele in ricordo delle vittime di quel 28 maggio di cinquant’anni fa. Si è poi spostato al Teatro Grande, alla presenza dei parenti delle vittime: “Oggi la Repubblica Italiana è Brescia, è Piazza della Loggia. Gli ideatori, gli esecutori, i complici di quella strage volevano riportare il tempo indietro: a una stagione oscura, segnata dall'arbitrio della violenza, dalla sopraffazione, sfociata nella guerra. In Italia c'era chi tramava e complottava per instaurare un nuovo regime autoritario. Contro la Repubblica, nata dalla Resistenza, che aveva indicato le sue ragioni fondanti nella democrazia, nella libertà, nel pluralismo, nella solidarietà, principi scolpiti nella Carta Costituzionale”, ha detto. E ancora: “Di fronte alla guerra violenta di opposti terrorismi - nero e rosso - che - in quella stagione di sangue e di aspri conflitti internazionali - provarono a rovesciare la Repubblica e la sua democrazia, possiamo dire oggi, con certezza, che ha prevalso lo Stato, la Repubblica, il suo popolo, con i suoi autentici, leali servitori”. “Anni bui segnati dal terrorismo, pagine di storia che abbiamo il dovere di ricordare. Per la democrazia e contro ogni forma di eversione”, ha invece commentato attraverso i suoi profili social il capo della Farnesina Antonio Tajani, a cui hanno fatto eco le parole del Ministro dell’interno Piantedosi: "La ferocia e la violenza dell'ignobile disegno eversivo colpirono vittime innocenti nel tentativo di minare le basi della democrazia. Una strategia del terrore a cui l'Italia seppe rispondere unita, stringendosi nella difesa dei valori di libertà e giustizia su cui si fonda la nostra Repubblica”, ha dichiarato.



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