Conclusi i negoziati tra Ucraina e America a Miami, Trump da New York: “Lavoriamo duramente per la fine del conflitto”

Conclusi i negoziati tra ucraini e americani a Miami,

Conclusi i negoziati tra ucraini e americani a Miami, Photo Credit: @front_ukrainian via X


È terminato il colloquio a Miami tra Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente e per le missioni di pace, e Umerov, segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa.

Si è concluso a Miami il nuovo round di colloqui riservati tra le delegazioni di Stati Uniti e Ucraina dedicati alla ricerca di una via d’uscita diplomatica dal conflitto con la Russia. La delegazione ucraina è guidata da Rustem Umerov, segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa, e dal capo di Stato maggiore delle Forze armate, Andriy Gnatov. A riportarlo sono i media ucraini, citando l’emittente pubblica Suspline, secondo cui l’incontro si sarebbe svolto alla presenza di alcuni dei massimi rappresentanti della sicurezza nazionale di Kiev.

I colloqui delle due delegazioni

I colloqui in Florida rappresentano il seguito diretto dell’incontro del 30 novembre e avevano come obiettivo aggiornare Kiev sui contatti avuti a Mosca, il 2 dicembre, dall’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e da Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump, con Vladimir Putin. Un’iniziativa diplomatica, quella statunitense, che si inserisce nella strategia rivendicata dallo stesso Trump. Parlando da New York, il presidente americano ha affermato che Washington “ha risolto otto guerre” e ora sta “cercando di risolverne un’altra, quella tra Russia e Ucraina”. “Penso che prima o poi ci arriveremo. Ci stiamo lavorando duramente”, ha detto Trump, sottolineando il costo umano del conflitto: secondo la sua ricostruzione, soltanto nell’ultima settimana sarebbero stati uccisi 8.000 militari, mentre “Lo scorso mese 27.000 soldati sono stati uccisi senza alcun bisogno”.

Gli scenari futuri

Per Kiev, i colloqui con Washington rappresentano un passaggio cruciale in un momento in cui la tenuta del fronte e la capacità di resistenza dipendono anche dalla continuità del sostegno occidentale. Al termine della riunione di Miami non sono stati diffusi dettagli ufficiali sulle posizioni emerse né su eventuali progressi verso un possibile piano di pace. Tuttavia, la sola intensificazione dei contatti tra le parti suggerisce l’esistenza di una fase diplomatica più dinamica, alimentata dai contatti diretti tra Washington e Mosca e dalla pressione crescente per trovare un punto di caduta negoziale dopo quasi tre anni di guerra. Resta ora da capire se questi sforzi si trasformeranno in un percorso concreto verso la pace o se le iniziative diplomatiche resteranno confinate a consultazioni riservate senza impatto immediato sul fronte. Nel frattempo, Putin dichiara: “Prenderemo tutto il Donbass, Kiev si ritiri”. Non cede, quindi, sulla linea dura e minaccia di essere pronto a utilizzare la forza qualora non si liberassero quei territori, sottolineando che l’espansione a est della Nato rappresenta una minaccia.



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