Coppa Italia, la Lazio batte l'Atalanta ai calci di rigore e vola in finale Photo Credit: ANSA/MICHELE MARAVIGLIA
23 aprile 2026, ore 00:13
I Biancocelesti vincono 3-2 nei tiri dagli undici metri grazie alla prestazione del portiere Motta che ipnotizza dal dischetto 4 giocatori della Dea
Servono nervi saldi, lucidità e un portiere capace di cambiare il destino di una partita. Alla fine è proprio tra i pali che si decide la semifinale: la Lazio supera l’Atalanta ai rigori e conquista la finale di Coppa Italia, dove troverà l’Inter il prossimo 13 maggio allo stadio Olimpico. Protagonista assoluto Motta, autore di una prestazione straordinaria nella serie dal dischetto, con quattro penalty neutralizzati su cinque tentativi bergamaschi.
PRIMO TEMPO EQUILIBRATO
Dopo il 2-2 dell’andata, la sfida alla New Balance Arena si conferma equilibrata e ricca di tensione. Nei novanta minuti regolamentari, così come nei supplementari, il risultato resta inchiodato sull’1-1, rendendo inevitabile il ricorso ai rigori. Una battaglia lunga, fatta di occasioni, episodi e momenti chiave che hanno visto l’Atalanta spesso più propositiva, ma incapace di trovare il colpo decisivo. La squadra di casa parte con maggiore aggressività, cercando fin dai primi minuti di imporre ritmo e pressione. De Ketelaere è tra i più attivi: prima costruisce un cross pericoloso su cui Zalewski arriva con un attimo di ritardo, poi lavora un pallone per il tiro al volo dello stesso Zalewski, murato dalla difesa laziale. La Lazio fatica a uscire, ma si difende con ordine e prova a ripartire quando possibile. Con il passare dei minuti l’Atalanta continua a spingere, senza però trovare precisione negli ultimi metri. Zappacosta prova dalla distanza, senza esito, mentre Krstovic non riesce a inquadrare la porta di testa su un traversone invitante. I biancocelesti, pur meno presenti nella metà campo avversaria, restano in partita e aspettano il momento giusto per colpire.
LA RIPRESA
Nella ripresa la musica non cambia: la Dea mantiene il controllo del gioco e crea nuove occasioni. Motta è chiamato più volte in causa, dimostrando sicurezza e riflessi. Il portiere laziale respinge una conclusione ravvicinata e tiene a galla i suoi anche quando Ederson trova la rete, poi annullata dopo revisione Var per un fallo nell’azione. Le panchine iniziano a muoversi e il match si accende ulteriormente. Sarri inserisce forze fresche, mentre Palladino risponde con cambi offensivi per aumentare il peso in avanti. Le occasioni si moltiplicano, ma la gara resta bloccata fino agli ultimi minuti dei tempi regolamentari, quando arrivano i due gol che cambiano lo scenario. A pochi minuti dal novantesimo è la Lazio a colpire. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Romagnoli trova il varco giusto e batte Carnesecchi, portando avanti i suoi. Sembra il colpo decisivo, ma la risposta dell’Atalanta è immediata: appena due minuti dopo Pasalic raccoglie un pallone in area e calcia trovando una deviazione che inganna Motta, ristabilendo l’equilibrio. Nel recupero l’Atalanta sfiora il sorpasso con Scamacca, ma il portiere laziale compie un intervento decisivo deviando sul palo.
SUPPLEMENTARI E RIGORI
Nei supplementari i bergamaschi continuano a spingere, trovando anche un altro gol annullato per fuorigioco. La Lazio invece si abbassa, difende e prova a resistere fino alla lotteria dei rigori. Dal dischetto emerge tutta la freddezza dei capitolini e, soprattutto, la straordinaria serata di Motta. Dopo il primo rigore trasformato da Raspadori, il portiere diventa protagonista assoluto, ipnotizzando uno dopo l’altro Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere. Ai biancocelesti bastano le realizzazioni di Isaksen e Taylor per chiudere la serie e festeggiare. È una qualificazione costruita con sacrificio e solidità, ma anche con una dose di cinismo nei momenti decisivi. L’Atalanta esce a testa alta dopo aver comandato a lungo il gioco, ma paga l’imprecisione sotto porta e la serata straordinaria dell’estremo difensore avversario.



