Crisi, Pd e M5S confermano la linea del Conte ter, ma per Iv non è il solo candidato a Palazzo Chigi

27 gennaio 2021, ore 22:00 , agg. alle 12:11

Dalla Lega Salvini a sorpresa: “Via il premier e ragioniamo”, Forza Italia applaude

Come da scaletta sono iniziate le consultazioni, le prime dell'era Covid che si concluderanno entro venerdì. La prima a salire al Colle, alle 17, è stata la presidente del Senato Elisabetta Casellati: il colloquio è durato 30 minuti, senza dichiarazioni finali. Alle 18 puntuale è arrivato il presidente della Camera Roberto Fico, anche con lui un incontro di mezz’ora. Al Senato, intanto, è nato il nuovo gruppo di Responsabili, del quale fanno parte per ora 10 senatori e che sarà ricevuto domani alle 11.50 da Mattarella. Sebbene Sandra Lonardo (la moglie di Mastella) si sia tirata fuori (ma sosterrà Conte dal Misto) altri due sarebbero in arrivo da Forza Italia, secondo quanto lascia trapelare Maria Rosaria Rossi, ex Forza Italia e ora animatrice della nuova componente e Palazzo Madama assieme all'ex M5S Gregorio De Falco.


Il Pd per il Conte ter


Ma oggi è stata anche la giornata delle riunioni dei partiti che devono mettere a punto le strategie. Il nome di Giuseppe Conte alle consultazioni al Colle, una maggioranza ampia, nessuna volontà di voto anticipato, no veti su Iv e Matteo Renzi ma "legittimi dubbi" sulla sua "affidabilità" dopo aver aperto una "crisi irresponsabile". Questi i punti principali della relazione del segretario Nicola Zingaretti alla direzione Pd: una posizione su cui si sono ritrovate tutte le varie anime del Pd.


La lealtà di Di Maio


Intanto nel M5S alla fine si ritorna a Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva (che sostiene “di essere interessato ai contenuti, non alle poltrone”) è ancora lo spettro che agita i sogni della maggioranza e in particolare del Movimento 5 Stelle, costretto di nuovo a fare i conti con l'ingombrante (ex) alleato. Molte le voci si sono levate per chiedere la riapertura del dialogo con i renziani. Ma è soprattutto tra i senatori che si registrano forti resistenze sull'ipotesi di tornare a sedersi al tavolo con l'ex premier. E si fa sentire l'ala di Di Battista con la senatrice Barbara Lezzi che rimarca: "Renzi stia fuori o non ci stiamo". Tutto quando per Italia viva interviene la ex ministra Teresa Bellanova: "Noi non poniamo veti su Conte e nemmeno su Di Maio e non subiamo veti da nessuno ma sicuramente non c'è solo Conte. Quello che ci interessa è come si affronta la crisi". E proprio Luigi Di Maio risponde ribadendo "la massima lealtà a Conte. Tirano in ballo il mio nome col chiaro intento di mettermi contro di lui. Ma quello dell'avvocato sarà l'unico nome che "il M5s farà alle consultazioni".


La mossa di Salvini


I possibili sbocchi della crisi al buio sono al centro delle riflessioni (e tattiche) anche del centrodestra. Ed è proprio da quel fronte che arriva una novità: Matteo Salvini sembra infatti aprire ad altri scenari oltre all'ormai consolidata richiesta di tornare alle urne. "Diremo a Mattarella no a questo teatrino, al mercato delle vacche. E a un reincarico a Conte. Quando non ci sarà più questo signore a Palazzo Chigi ragioneremo di tutto il resto", ha spiegato il leader leghista. "Se Conte non avrà i numeri, come non li avrà, siamo disponibili a discutere di temi reali, noi siamo curiosi e pronti a dialogare con tutti", ha aggiunto. Disponibilità confermata da Gian Marco Centinaio: "Siamo disponibili a un governo di centrodestra con chi vuole fare un governo con i nostri responsabili. Anche con Renzi se è responsabile e dice che vuole fare un governo con noi. Ma se è davvero responsabile e affidabile". Forza Italia, pur mantenendo l'unità della coalizione, tiene tuttavia a precisare: "È chiaro che delle differenze ci sono e noi le rivendichiamo. Noi non abbiamo mai chiesto le elezioni, noi abbiamo da subito parlato di un governo di unità sostanziale. Abbiamo da subito messo al centro le esigenze del Paese", spiega la capogruppo Mariastella Gelmini. Dunque, "se ci sono le condizioni per un governo di unità nazionale, per un governo che metta al centro non le poltrone ma le priorità del Paese, Forza Italia c'è, e anche il centrodestra ci può stare. È chiaro che ci saremmo aspettati da parte della sinistra un'apertura, apertura che non c'è stata. Preferiscono litigare sul Conte ter, su Franceschini o Di Maio, e nel frattempo perdere tempo. Servirebbe, invece, un nuovo progetto e una forte discontinuità". Anche Cambiamo sarebbe pronto a discutere di un governo di unità: "No a governi confusi e raccogliticci", chiosa Giovanni Toti.

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