Dazi, la Casa Bianca ha aperto, Meloni media in Europa. E c’è l’asse Roma-Berlino su difesa e immigrazione

Dazi, la Casa Bianca ha aperto, Meloni media in Europa. E c’è l’asse Roma-Berlino su difesa e immigrazione

Dazi, la Casa Bianca ha aperto, Meloni media in Europa. E c’è l’asse Roma-Berlino su difesa e immigrazione Photo Credit: Agenzia Fotogramma


L'ombra lunga del presidente Donald Trump ha accompagnato i 27 capi di Stato e di governo da L'Aja a Bruxelles, dove ieri si sono riuniti per l'ultimo Consiglio europeo prima delle vacanze estive. La premier italiana, in questo quadro, non ha fatto eccezione

Il D-day per la scadenza della sospensione dei dazi americani potrebbe non essere il 9 luglio. Mentre ieri i 27 leader si apprestavano a sedersi alla cena di lavoro sui rapporti tra Stati Uniti e Europa, da Oltreoceano è arrivata la notizia che potrebbe ammorbidire la trattativa sulle tariffe. "La scadenza potrebbe essere prorogata, ma è una decisione che spetta al presidente", ha annunciato la Casa Bianca in una dichiarazione che nasconde due elementi: il primo è che il clima tra Washington e Bruxelles è nettamente migliorato; allo stesso tempo c'è la piena consapevolezza che un accordo sui dazi per il 9 luglio sarebbe impossibile. Il tema, smaltiti i festeggiamenti per l'accordo sul 5% alla Nato, a Bruxelles è tornato di prepotente attualità.

Trump

L'ombra lunga di Donald Trump ha accompagnato i 27 capi di Stato e di governo da L'Aja a Bruxelles, dove si sono riuniti per l'ultimo Consiglio europeo prima delle vacanze estive. Giorgia Meloni, in questo quadro, non ha fatto eccezione. La premier ha avuto modo di discutere del dossier dazi con Trump nei Paesi Bassi. Ma la sua linea, nonostante la vicinanza politica al tycoon, resta fortemente ancorata all'Europa. Anzi, a Bruxelles Meloni si è trovata in una posizione mediana tra Francia e Germania, che sui dazi rischiano di scontrarsi seriamente. Berlino, sebbene Friedrich Merz abbia assicurato di sostenere gli sforzi della Commissione, da giorni spinge per un'intesa al più presto, anche se imperfetta. Parigi è ben più attendista. Dietro la formula dell'intesa al 10% vede trappole in diversi comparti economici. E, soprattutto, Emmanuel Macron non vuole un'intesa "asimmetrica" che, pur di evitare la tagliola del 9 luglio, si riveli troppo svantaggiosa. Meloni pur ritenendo che serva un accordo al più presto, vuole comunque vederci chiaro. "Eventuali asimmetrie vanno debitamente compensate", hanno sottolineato fonti italiane citando, tanto per fare un esempio, i settori dell'acciaio e dell'alluminio dove le tariffe americane vanno ben oltre il 10%. Ma è la stessa Commissione ad essere allergica ad un accordo su modello di quello tra Usa e Gran Bretagna. "Una cosa è certa: abbiamo bisogno di un accordo equilibrato", ha avvertito il vicepresidente esecutivo Stéphane Séjourné. "Nei prossimi giorni", hanno rivelato fonti europee, arriverà la proposta americana. L'obiettivo europeo, per il 9 luglio, era trovare almeno un accordo quadro. Ma la possibilità proroga annunciata dalla Casa Bianca cambia - e forse migliora - lo scenario. Il tema è che, a prescindere dai temi, Trump rischia di diventare un eterno e ingombrante convitato di pietra. Anche per Meloni.

La difesa

Sulla difesa, ad esempio, i 27 hanno cominciato a fare i conti dopo l'intesa al 5%. E i conti non tornano. La premier, hanno spiegato fonti diplomatiche, ha posto innanzitutto un problema: i Paesi con il deficit sotto il 3%, se attivano la clausola di salvaguardia per la difesa, non entrano in procedura; al contrario, Paesi come l'Italia che potrebbe uscire dalla procedura l'anno prossimo, se attivassero lo stop al Patto di stabilità per le spese sulla difesa, resterebbero in procedura ancora per diversi anni. Serve - ha rimarcato Meloni - una diversa e più flessibile interpretazione delle regole. Il tema ha suscitato l'interesse di molti leader, a cominciare da Merz. E ha, forse, accentuato il pressing su chi, come l'Olanda, fa ancora muro all'uso di risorse europee.

L’asse

L'asse tra Italia e Germania, in questo, è evidente. Come è evidente su un altro tema, quello della migrazione. Al consueto incontro dei "falchi" sul tema dei rimpatri, voluto da Italia, Olanda e Danimarca, questa volta si è seduto anche il cancelliere tedesco. Al tavolo, come sempre, von der Leyen. A testimonianza che ormai la stretta sui flussi voluti da Roma è un dossier politico trasversale, non riconducibile più a leader euroscettici o capitali periferiche.

 


Argomenti

Consiglio Ue
dazi
difesa
Meloni
Mertz
migranti
Trump

Gli ultimi articoli di Alberto Ciapparoni

  • Legge elettorale, muro di emendamenti da parte del campo largo alla riforma del centrodestra: quasi 800

    Legge elettorale, muro di emendamenti da parte del campo largo alla riforma del centrodestra: quasi 800

  • Governo, la premier Meloni in Parlamento: dall’Ucraina all’Iran, il piano italiano per i dossier caldi

    Governo, la premier Meloni in Parlamento: dall’Ucraina all’Iran, il piano italiano per i dossier caldi

  • Governo, la presidente del Consiglio Meloni a Confcommercio: “E’ il tempo dell’azione, è il tempo dell'Italia”

    Governo, la presidente del Consiglio Meloni a Confcommercio: “E’ il tempo dell’azione, è il tempo dell'Italia”

  • Ponte sullo Stretto, ora la Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio

    Ponte sullo Stretto, ora la Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio

  • Ballottaggi, nei Comuni capoluogo finisce in pareggio: centrodestra-centrosinistra 3-3. Meloni canta vittoria

    Ballottaggi, nei Comuni capoluogo finisce in pareggio: centrodestra-centrosinistra 3-3. Meloni canta vittoria

  • Banche, Intesa sfida il Banco BPM e va sul Monte dei Paschi, Unipol-Bper pronte a creare il Terzo Polo

    Banche, Intesa sfida il Banco BPM e va sul Monte dei Paschi, Unipol-Bper pronte a creare il Terzo Polo

  • Energia, in arrivo la proroga degli sconti sui carburanti. Ma la maggioranza litiga sul voucher per i redditi bassi

    Energia, in arrivo la proroga degli sconti sui carburanti. Ma la maggioranza litiga sul voucher per i redditi bassi

  • Montecitorio, via libera con 155 sì al ritorno al nucleare. Il ministro Pichetto Fratin: “Passo importante”

    Montecitorio, via libera con 155 sì al ritorno al nucleare. Il ministro Pichetto Fratin: “Passo importante”

  • Iran, Trump annuncia un incontro con Khamenei e conferma la sfuriata contro il premier israeliano Netanyahu

    Iran, Trump annuncia un incontro con Khamenei e conferma la sfuriata contro il premier israeliano Netanyahu

  • Bruxelles, l’Italia ottiene dall’Unione Europea margine per la spesa energetica: 14 miliardi in 2 anni

    Bruxelles, l’Italia ottiene dall’Unione Europea margine per la spesa energetica: 14 miliardi in 2 anni