DPCM, il governo è in trincea

06 novembre 2020, ore 18:56

Contro le nuove misure protestano i governatori italiani e l’opposizione ma il premier Conte e il ministro Speranza difendono il decreto. In arrivo i nuovi ristori

Con le nuove misure il governo "non sta dando schiaffi a nessuno, non c'è una deliberata volontà di penalizzate aree del Paese a discapito di altre". L'obiettivo è quello di "rallentare un treno che sta correndo e che abbiamo già provato a fermare". Il presidente del Consiglio interviene e risponde alle proteste e alle critiche seguite alla pubblicazione dell'ultimo decreto. "Siamo intervenuti già con dei riduttori di velocità con i precedenti dpcm, ma questo treno rallenta ancora molto poco. Se non intervenissimo ci arriverà addosso e le conseguenze economiche sarebbero ben peggiori e molto più prolungate. Le misure introdotte confidiamo che siano limitate a qualche settimana. Se riusciamo a contenere la curva del contagio, potremo affrontare le settimane che ci aspettano con un margine di serenità”, sottolinea, ribadendo che far ripartire i consumi sotto Natale "sarebbe molto utile per l'intera economia nazionale".

I NUOVI RISTORI

Stasera il cdm varerà il decreto ristori bis, dentro l'azzeramento della seconda rata Imu, il credito d'imposta per gli affitti di ottobre, novembre e dicembre, la Cassa integrazione covid e il blocco dei licenziamenti fino a marzo 2021.

IL MONITO

Intanto anche Roberto Speranza si presenta alla Camera dopo la richiesta di chiarimenti delle opposizioni sull'ordinanza emanata dal ministero della Salute il 4 novembre scorso. Richiesta effettuata il giovedì, ministro in aula il giorno dopo. Tanto che sono diversi gli assenti. Tra i banchi del centrodestra sono una decina scarsa i parlamentari di Fratelli d'Italia, ancora meno quelli della Lega, una dozzina i deputati di Forza Italia. I gruppi più numerosi, comunque non al completo, sono quelli di Pd e M5S. Speranza vuole che il messaggio arrivi chiaro a tutti: partiti, regioni e cittadini. “I numeri, che rappresentano persone in carne ed ossa, continuano ogni giorno drammaticamente a crescere. Ecco perché il Governo ha la responsabilità e il dovere di intervenire. Il filo conduttore resta quello che lega il primato della tutela della salute e il principio di massima precauzione per il Ssn, per evitare che venga travolto. Il virus non ci dà tempo. Non aspetta la fine delle nostre discussioni. Dilaga. Non possiamo stare fermi o avere incertezze". Di più. "Senza consistenti limitazioni dei movimenti, senza un cambio drastico delle nostre abitudini e il rispetto delle regole la convivenza con il virus fino al vaccino è destinata ad un clamoroso fallimento". Speranza spiega con franchezza perché il sistema rischia di cedere: "Se non fermiamo la curva il nostro personale sanitario non ce la farà a reggere l'onda d'urto. Per me il problema del personale è il problema più serio con cui fare i conti".

LE REAZIONI

La maggioranza, fresca dell'armistizio siglato ieri sera a palazzo Chigi tra Giuseppe Conte e i leader, si alza in piedi e tributa al ministro un lungo applauso. Il centrodestra interviene in replica per puntare il dito contro chi "vuole tingere di rosso regioni che non lo sono, mentre l'unico rosso che dovrebbe provare è quello della vergogna" e non si accorge che "tra un po' non si morirà solo di covid ma purtroppo si morirà di fame".

La strada della collaborazione e dell'unità è ancora lunga.

DPCM, il governo è in trincea
Tags: dpcm, governo, misure, regioni

Share this story: