Dpcm, l'esecutivo conferma la linea del rigore per Natale e Capodanno, ma ci sono anche alcune aperture

Dpcm, l'esecutivo conferma la linea del rigore per Natale e Capodanno, ma ci sono anche alcune aperture

Dpcm, l'esecutivo conferma la linea del rigore per Natale e Capodanno, ma ci sono anche alcune aperture


Le nuove misure dovrebbero scattare il 21 dicembre e restare in vigore fino alla Befana. Gli allentamenti quindi possibili solo da metà gennaio 2021.

Un decreto legge potrebbe affiancare il prossimo Dpcm con le misure per contrastare il contagio da Covid. È quanto è emerso nelle ultime ore. Il decreto servirebbe a dare copertura normativa alle restrizioni delle libertà personali previste per le feste. L'ipotesi è comunque ancora al vaglio: una decisione sarà presa nelle prossime ore. Certamente Palazzo Chigi punta a blindare l’Italia per evitare di ripetere a Natale e a Capodanno gli assembramenti i contagi da Covid-19 dello scorso Ferragosto. Questa linea è stata ribadita sia nell’incontro con le Regioni sia nel vertice di maggioranza. «Allentamenti delle misure potranno essere decisi a partire dal 15 gennaio. Ma solo sulla capacità di tenuta durante le vacanze natalizie». Così ha spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza.


I contenuti

Ed è stato il ministro Francesco Boccia ad elencare i punti fermi del prossimo provvedimento, che dovrebbe valere dal 21 dicembre almeno fino alla Befana: coprifuoco alle 22, bar e ristoranti chiusi alle 18 e piscine e palestre chiuse. Confermato anche lo stop all’attività sciistica, mentre si discute sulla chiusura di alberghi e resort di montagna. Certa invece la quarantena per chi torna dall’estero: una misura di precauzione decisa dopo aver compreso che difficilmente potrà essere raggiunto un accordo in sede europea sulle vacanze sulla neve. Austria e Svizzera hanno già comunicato che impianti e piste da sci saranno aperti, specificando che «gli italiani sono i benvenuti». Il timore di quanto può accadere con le persone in fila o accalcate all’interno delle funivie ha così convinto l’esecutivo a imporre dieci giorni di isolamento al rientro. E a tutte queste misure si aggiungerà il divieto di spostamento fra Regioni, l’unica concessione i ricongiungimenti, ovvero la possibilità per un familiare con il suo nucleo più stretto di potersi comunque spostare per trascorrere le festività con il genitore o il nonno che vive da solo. Si valuta anche la deroga per consentire di raggiungere le seconde case.


La scuola

"Per dare un segnale", i ragazzi delle superiori potrebbero tornare in Aula il prossimo 14 dicembre. È l'ipotesi su cui il premier Giuseppe Conte ha sondato i capigruppo di maggioranza. Il presidente del Consiglio ha precisato che l'ipotesi deve essere ancora sottoposta al vaglio del Cts, il Comitato tecnico scientifico, ma “si tratterebbe di porre fine alla didattica a distanza nelle aree gialle dalla metà del mese”. Le reazioni sono state contrastanti: Iv e i renziani hanno esternato la loro posizione favorevole, gli altri partiti del centrosinistra si sono espressi contro.


I distinguo di Renzi

C’è da registrare infine la posizione di Italia Viva: ha chiesto al presidente Conte, durante la riunione con i capigruppo di maggioranza in vista del nuovo Dpcm, di tenere i ristoranti aperti a pranzo il 25 e 26 dicembre. Altre richieste arrivate dai renziani sono state la possibilità di aprire gli outlet, essendo considerati centri commerciali all'aperto, e che il settore crocieristico resti aperto, ribadendo infine la posizione sull'apertura della scuola come priorità, purché si faccia tutto garantendo anzitutto i trasporti adeguati: "il nodo è quello". 

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