Eredità Armani: controllo del gruppo a Dell'Orco, nel Board anche Andrea e Silvana. Entro 5 anni la cessione

Eredità Armani: controllo del gruppo a Dell'Orco, nel Board anche Andrea e Silvana. Entro 5 anni la cessione

Eredità Armani: controllo del gruppo a Dell'Orco, nel Board anche Andrea e Silvana. Entro 5 anni la cessione Photo Credit: ANSA


Resi pubblici i documenti di cui si compone il testamento di Armani. Il gruppo vale circa 12 miliardi. Al compagno l'usufrutto degli immobili, i principali pezzi d'arte e il noleggio dello yacht 4 settimane l'anno

Giorgio Armani ha vergato di suo pugno il testamento, chiedendo innanzitutto continuità dei principi fondamentali che hanno guidato la sua impresa terrena. Tra questi "la gestione delle attività in modo etico, con integrità morale e di correttezza"; "la ricerca di uno stile essenziale, moderno, elegante e non ostentato"; "l'attenzione all'innovazione, eccellenza, qualità e ricercatezza di prodotto". Inoltre ha specificato che l’azienda deve restare in Italia.

40% A DELL'ORCO  

Poi, si è dedicato al complesso assetto societario. Per ciò che riguarda il controllo della dell’azienda, una Spa che è interamente confluita nella Fondazione Armani (che deteneva solo lo 0,1% della società che pesava per il 99,9%), sarà il suo compagno e braccio destro Leo dell’Orco a detenere la maggioranza delle quote delle azioni con diritto di voto con il 40%. Mentre all’amata nipote Silvana, figlia del fratello morto tempo fa, e ad Andrea, figlio della sorella, andranno quote minori del 15% ciascuno. Mentre azioni senza diritto di voto sono state assegnate a Roberta Armani, l’atra figlia del fratello, e alla sorella Rosanna Armani. L’immenso patrimonio immobiliare da 300 milioni di euro che consiste in appartamenti tra cui quello di Milano -in via Borgonovo, in un palazzo del XVII secolo con 101 stanze- a Parigi, negozi e ristoranti in tutto il mondo; ville a Pantelleria e Saint Tropez e Antigua; lo stabilimento la Capannina in Versilia di recente acquisizione e molto altro sarà ripartito tra la sorella Rosanna e i nipoti, mentre l’usufrutto resterà a Dell’Orco.

IL RITRATTO E I PEZZI A FORMA DI ANIMANLE

Al compagno di una vita anche il ritratto dello stilista che gli fece Andy Warhol e le opere d'arte più importanti. Poi, la statua di una tigre, di un orso e una pantera in bronzo, insieme tra le altre cose ad animali di metallo e tappetti giapponesi. A Rosanna un Matisse. Le auto d'epoca saranno divise tra il compagno e Morselli, amico e amministratore delegato della sua società immobiliare. Re Giorgio non ha dimenticato di stabilire anche un periodo di noleggio obbligatorio di 4 settimane l’anno per il compagno dell’Orco del suo yacht Main, la cui proprietà resterà alla sorella e alle nipoti.

LA CESSIONE A GRUPPO DEL LUSSO

Infine, Armani ha imposto due cessioni. Il primo passaggio, fissato nero su bianco, riguarda la vendita del 15% del capitale sociale entro 18 mesi dall'apertura della successione. La cessione dovrà avvenire in via prioritaria a uno dei grandi gruppi del lusso mondiale con cui Armani già intrattiene rapporti di partnership - Lvmh, EssilorLuxottica, L'Oréal - oppure a un altro operatore di pari standing, scelto dalla Fondazione con l'accordo di Leo Dell'Orco, o, in sua assenza, dei nipoti Andrea e Silvana. Questa sarà solo la ''prima tranche''. Il testamento prevede infatti un secondo step cruciale: tra il terzo e il quinto anno, la cessione al medesimo acquirente di un'ulteriore quota compresa tra il 30 e il 54,9% del capitale, che porterebbe il nuovo socio alla maggioranza assoluta della maison. In questo scenario, la Fondazione manterrà comunque un ruolo centrale: non potrà scendere sotto la soglia del 30,1% del capitale. In ogni caso, Giorgio Armani ha voluto che il marchio restasse indipendente dai fondi di investimento. 


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