Esecutivo, il Cdm fra gli applausi vara la separazione delle carriere, ma l’Anm è sul piede di guerra

Esecutivo, il Cdm fra gli applausi vara la separazione delle carriere, ma l’Anm è sul piede di guerra

Esecutivo, il Cdm fra gli applausi vara la separazione delle carriere, ma l’Anm è sul piede di guerra Photo Credit: Agenzia Fotogramma


“Un provvedimento epocale”, per il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Secondo la premier Giorgia Meloni “una riforma giusta e necessaria”. Si tratta di un ddl costituzionale e molto potrà ancora cambiare con l’esame del Parlamento, le toghe protestano

Separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri. Due Csm. Componenti scelti per sorteggio secco. La riforma Nordio della giustizia è stata varata dal Consiglio dei ministri. E mette in allarme l’Associazione nazionale magistrati, per il presidente Giuseppe Santalucia è "un errore. Un forte passo indietro rispetto all'effettiva autonomia e indipendenza della Magistratura". Il testo è stato modificato più volte a seguito di molte interlocuzioni istituzionali, l’ultima ieri con il capo dello Stato e del Csm, Sergio Mattarella. E molto potrà ancora cambiare con le leggi ordinarie di attuazione. Il via libera alla riforma della giustizia in Cdm è stato salutato 'da un applauso dei ministri'. “Un provvedimento epocale”, per il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Secondo la premier Giorgia Meloni “una riforma giusta e necessaria”. Valutazioni complessive dunque diametralmente contrapposte che sintetizzano il fronte dei favorevoli: la maggioranza di governo, Italia Viva e Azione, e quello dei contrari: l'Anm, il Pd, i Cinque Stelle e la sinistra. Intanto vediamo il ddl costituzionale.

Le carriere

Cardine della riforma è la separazione delle carriere tra giudici e pm, in ossequio alla richiesta di Forza Italia. Non sarà più concesso l’unico passaggio ormai consentito, dopo la riforma Cartabia dalla magistratura requirente a quella giudicante.

Il Csm

Nelle intenzioni dichiarate da questo governo rimarrà indipendente e non sottoposto alle direttive del governo. Ci saranno due diversi Csm, organi di autogoverno della magistratura, uno per i giudici e uno per i pm. A presiederli entrambi sarà il presidente della Repubblica.

Il sorteggio

Nel testo approvato c'è una novità: non saranno selezionati per sorteggio secco solo i magistrati in servizio, ma anche i componenti laici finora nominati dal Parlamento. I Membri laici saranno sorteggiati tra elenco di professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati dopo quindici anni di esercizio, che il Parlamento in seduta comune, entro sei mesi dall’insediamento, compila mediante elezione, per due terzi, rispettivamente, tra i magistrati giudicanti e i magistrati requirenti, nel numero e secondo le procedure previsti dalla legge.

L’Alta Corte

L'Alta Corte è un organismo esterno al Csm, composto da quindici giudici: tre nominati dal capo dello Stato tra professori universitari in materie giuridiche e avvocati con vent'anni di esercizio; tre, con gli stessi requisiti, estratti a sorte da un elenco stilato dal Parlamento; nove magistrati di cui sei giudici e tre pubblici ministeri estratti a sorte tra quelli che hanno almeno vent'anni di funzione giudiziaria. Assumerà la competenza sugli errori e i comportamenti dei magistrati, attualmente di competenza della sezione disciplinare del Csm.

I test psicoattitudinali

Le modalità di accesso per concorso alla magistratura vengono demandate a una legge ordinaria successiva. In quella sede si deciderà se istituire due diversi concorso, uno per i pm e l'altro per i giudici. Dai primi concorsi del 2026 entrerà in vigore anche il decreto delegato già varato che prevede il test psicoattitudinale per i magistrati.

L’azione penale

Non viene toccato l’articolo 112, resta l’obbligatorietà dell’azione penale (la riforma Cartabia prevede che il Parlamento può scegliere i criteri di priorità dei reati da perseguire). In totale sette modifiche di articoli della Costituzione, con completa riscrittura del 104 e del 105, riguardanti il Consiglio superiore della magistratura, l'organo di autogoverno delle toghe.

 


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