Fumetti: è morto Scott Adams, creatore di Dilbert, metafora amara dell'impiegato moderno

Fumetti: è morto Scott Adams, creatore di Dilbert, metafora amara dell'impiegato moderno

Fumetti: è morto Scott Adams, creatore di Dilbert, metafora amara dell'impiegato moderno Photo Credit: ANSAFoto.it


Il fumettista è morto a 68 anni nella sua casa di Pleasanton in California per complicazioni legate al cancro alla prostata

Scott Adams, fumettista statunitense e creatore di "Dilbert", una delle strisce a fumetti più celebri e influenti degli ultimi decenni, è morto nella sua casa di Pleasanton, nella Bay Area californiana, all'età di 68 anni. La notizia è stata confermata dall'ex moglie Shelly Adams, che ha riferito che l'artista era in cura hospice da alcune settimane. Nel maggio scorso Adams aveva annunciato pubblicamente di essere affetto da una forma aggressiva di cancro alla prostata, con metastasi ossee, e di avere un'aspettativa di vita limitata. Per oltre trent'anni "Dilbert" è stato uno specchio impietoso e ironico del mondo del lavoro contemporaneo, in particolare dell'universo delle aziende tecnologiche e delle grandi organizzazioni burocratiche. Con uno stile grafico essenziale e dialoghi taglienti, Adams riuscì a dare voce a milioni di impiegati e ingegneri intrappolati tra riunioni inutili, manager incompetenti e gerarchie assurde. Al centro della striscia, il personaggio di Dilbert, ingegnere brillante ma socialmente impacciato, affiancato dal cinico e manipolatore Dogbert, cane antropomorfo ossessionato dal potere e dal controllo. Intorno a loro, una galleria di figure diventate archetipi: il Pointy-Haired Boss, simbolo dell'incompetenza manageriale; Alice, ingegnera capace e sistematicamente ignorata; Wally, maestro dell'arte di non lavorare; Asok, stagista brillante e sfruttato; Catbert, crudele direttore delle risorse umane. Nel momento di massima popolarità, alla fine degli anni Novanta, "Dilbert" era pubblicato quotidianamente su circa 2.000 giornali in tutto il mondo, collocandosi accanto a strisce storiche come "Peanuts", "Garfield" e "Doonesbury". Il successo editoriale si tradusse anche in libri, merchandising, una serie animata televisiva, campagne pubblicitarie di grande rilievo - celebre quella da 30 milioni di dollari per Office Depot nel 1997 - e persino prodotti alimentari, come il "Dilberito", burrito vegetariano congelato che però si rivelò un fallimento commerciale. Nato l'8 giugno 1957 a Windham, nello Stato di New York, Scott Raymond Adams crebbe in una famiglia della classe media: il padre Paul era un impiegato delle poste, la madre Virginia lavorò come agente immobiliare e operaia. Fin da bambino mostrò una propensione per il disegno e la battuta sarcastica, ma scelse inizialmente un percorso pragmatico. Si laureò in Economia all'Hartwick College nel 1979 e ottenne successivamente un master all'Università della California, Berkeley. Entrò nel mondo del lavoro come impiegato alla Crocker National Bank di San Francisco e poi alla Pacific Bell, maturando direttamente quell'esperienza aziendale che sarebbe diventata la materia prima della sua satira. "Dilbert" nacque letteralmente durante le riunioni di lavoro: Adams disegnava caricature dei colleghi e dei superiori, che iniziarono a circolare informalmente via fax negli uffici. Nel 1989 la United Feature Syndicate accettò di distribuirle, inizialmente su 35 giornali. Adams continuò a lavorare in azienda fino al 1995, quando il successo della striscia gli consentì di dedicarsi a tempo pieno alla carriera di autore. Accanto alla produzione fumettistica, Adams divenne noto anche come autore di saggi e libri di management in chiave ironica. Il più celebre, "The Dilbert Principle" (1996), formulava una teoria provocatoria secondo cui "i lavoratori meno competenti vengono sistematicamente promossi ai ruoli dirigenziali, dove possono fare meno danni". Il libro ebbe enorme diffusione e contribuì a consolidare la reputazione di Adams come interprete cinico e lucido delle dinamiche aziendali.

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