Governo, Draghi definisce indecenti i massacri russi e ai sindacati chiede un patto per il dialogo

07 aprile 2022, ore 16:54

Secondo Cgil, Cisl e Uil sono insufficienti i 5 miliardi di euro attualmente previsti dal Def per aiutare imprese e famiglie a contrastare l’impatto della guerra ucraina: servirebbe lo scostamento di bilancio e aumentare la tassazione sugli extraprofitti

Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto al Governo di aumentare la tassazione sugli extraprofitti per aiutare imprese e famiglie. Di fronte a questa richiesta, il premier Mario Draghi ha annuito. Lo si apprende dai leader sindacali, Landini, Bombardieri, Romani e Ganga, al termine della riunione a palazzo Chigi con Draghi appunto e il ministro del Lavoro Andrea Orlando.


I sindacati

Cgil, Cisl e Uil insomma ritengono "insufficienti" i 5 miliardi di euro attualmente previsti dal Def: servirebbe uno scostamento di bilancio. La Cgil chiede inoltre al Governo "un prelievo di solidarietà" dell'1% per i patrimoni sopra 1,2 milioni di euro per tutelare i redditi più bassi (la Cgil stima che questa misura potrebbe dare un gettito di 6 miliardi). Esecutivo, sindacati e associazioni datoriali si incontreranno di nuovo dopo Pasqua, presumibilmente prima del 25 aprile, per discutere sulla crisi economica derivante dalla guerra in Ucraina


I temi

E le sigle sindacali hanno posto all'attenzione del governo i seguenti temi: perdita del potere di acquisto di salari e pensioni, costi dell'energia, precari, riforma delle pensioni, riforma fiscale, moratoria dei mutui, blocco degli sfratti, aumento dei bonus per le bollette. "Siamo interessati al confronto - dice Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil - e ci misureremo sul metodo. Noi, ad esempio, chiediamo di ridurre il cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori". Landini aggiunge: "La Cgil chiede un prelievo di solidarietà dell'1% per i patrimoni sopra 1,2 milioni. Darebbe un gettito di 6 miliardi a tutela dei redditi più bassi. I 5 miliardi previsti dal Def non sono sufficienti. Serve anche una cabina di regia tra Governo, imprese e sindacati per la politica industriale ed energetica. Il Governo riconosce che siamo in una situazione difficile da affrontare. Siamo anche preoccupati per l'effettiva realizzazione degli investimenti previsti dal Pnrr". "Abbiamo approvato l'idea di costruire un Patto sociale, dobbiamo vedere i contenuti, il merito, ma si deve partire come si fece nel '92-93 dalla condivisione degli obiettivi, che tipo di Paese vogliamo costruire": lo sottolinea il segretario confederale della Cisl, Giulio Romani, che insieme a Ignazio Ganga ha partecipato al tavolo con il governo al posto del leader Luigi Sbarra, assente poiché positivo al Covid. "I 5 miliardi non sono sufficienti in questa fase ma - osserva Romani - pensiamo che le risorse si possano trovare, oltre che da uno scostamento di bilancio, da una maggior tassazione degli extra profitti e dal recupero di Iva nominale che l'aumento dei prezzi genera


Le sanzioni

Non basta. "Sanzioni indecenti? Di indecenti ci sono solo i massacri che vediamo tutti i giorni"; così il premier Mario Draghi, nella conferenza stampa congiunta dopo l'incontro a Palazzo Chigi con il primo ministro olandese Mark Rutte, commentando le parole di una portavoce del governo russo, che aveva definito "indecente" l'atteggiamento dell'Italia sulle sanzioni. "L'Italia e i Paesi Bassi sono uniti nella vicinanza all'Ucraina, ai suoi cittadini e alle sue istituzioni. E sono uniti nella difesa dei valori fondanti dell'Ue e del legame transatlantico" ha affermato Draghi, aggiungendo: "Ribadiamo la nostra più ferma condanna per le stragi di civili documentate in questi giorni e chiediamo che si faccia piena luce sui crimini di guerra. Mosca dovrà render conto di quanto accaduto". "Chiediamo alla Russia - ribadisce il premier - di cessare immediatamente le ostilità e di sedersi al tavolo dei negoziati". "La Commissione europea ha appena annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni che l'Italia appoggia con convinzione: siamo pronti a ulteriori passi sull'energia insieme ai nostri partner europei" spiega Draghi, sottolineando che i "governi hanno fatto la loro parte ma gli interventi di politica energetica non possono gravare solo sui bilanci nazionali, devono essere strutturali. Nello scorso Consiglio europeo abbiamo previsto un ampio pacchetto di possibili misure che sono al vaglio della Commissione: ora è il momento di agire". "Dobbiamo prendere delle decisioni su come gestire le enormi spese che i nostri governi si trovano a fronteggiare - argomenta il premier - Italia e Olanda condividono la necessità di rendere le nostre economie più moderne, più competitive ma anche più solidali. I costi della guerra si aggiungono agli investimenti per la transizione ecologica, la transizione digitale, la difesa comune. Queste spese sono insostenibili per qualsiasi bilancio nazionale: dobbiamo trovare nuovi strumenti per affrontarle assicurandoci allo stesso tempo che le risorse siano spese sempre con efficacia e con onestà". "Sciogliersi dalla dipendenza del gas è difficile, ma dovremmo avere in mente che questa può essere una prospettiva specialmente se la guerra continua e continua con queste atrocità, ma nello stesso tempo dobbiamo procedere sulla diversificazione delle fonti di approvvigionamento ma anche verso forme di energia alternativa, in particolare le rinnovabili: qui noi dobbiamo fare veramente un passo avanti, rendere le autorizzazioni possibili in tempi molto rapidi, credo - annuncia Draghi - che ci sia anche su questo un buon consenso nel governo, quindi si tratta di procedere con rapidità nel prossimo Cdm o in quello successivo".


L’appello

"Facciamo un appello per cessare le violenze in Ucraina, e siamo convinti che dobbiamo continuare a sostenere Kiev nella lotta contro questa aggressione: le sanzioni sono molto importanti in questo senso e la Commissione europea continuerà a lavorare per formare dei pacchetti. Speriamo non sia necessario, ma il momento è cruciale. Cerchiamo di raggiungere accordi rapidamente e di fare in modo che la dipendenza da gas ed energia russa diminuisca" ha affermato invece Rutte, precisando che "sul tetto sul prezzo del gas non siamo completamente d'accordo, ci sono dei pro e dei contro ma saremo pragmatici e dobbiamo necessariamente trovare delle soluzioni". Sul punto, invece, Draghi ribadisce che "noi e tanti altri Paesi siamo convinti che i benefici siano superiori agli svantaggi", rispondendo poi così alla domanda di un giornalista olandese: "Non sono riuscito ancora a convincerlo ma il premier Rutte ha fatto un passo fondamentale, perché mi ha assicurato che non c'è nessuna prevenzione di principio sull'idea di mettere un tetto al prezzo del gas e si è detto disponibile ad esaminare tutte le ragioni a favore e ad avere una discussione aperta sulla questione, che è sicuramente più di quanto avesse fatto finora".
 
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Tags: Def, Draghi, Rutte, sindacati

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