Governo, Draghi firma con Macron il Trattato del Quirinale, in Europa il dopo-Merkel è cominciato

26 novembre 2021, ore 15:12 , agg. alle 15:22

Fra le novità un servizio civile misto italo-francese e la nascita di un meccanismo per cui, almeno una volta ogni trimestre, un ministro italiano parteciperà a un consiglio dei ministri dell’esecutivo transalpino, e viceversa. L’obbiettivo: Ue più forte

Il "Trattato del Quirinale" rafforza la cooperazione tra due Paesi, Italia e Francia, storicamente, culturalmente, politicamente ed economicamente legati, ma è anche, se non soprattutto, la base per dare nuovo slancio e guida all'Unione europea. Così il presidente del Consiglio Mario Draghi spiega l'intesa sottoscritta questa mattina a Roma insieme al presidente francese Emmanuel Macron, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, uno dei principali fautori dell'accordo.


L’intesa

Con l'intesa che "segna un momento storico", i due Paesi sono "ancora più vicini" e si impegnano a sviluppare rapporti bilaterali più forti in economia, giustizia, cultura, politiche giovanili. Ma soprattutto a porre le basi per creare una nuova leadership europea, finita l'era di Angela Merkel. "Il senso più profondo di questo Trattato - ha spiegato in conferenza stampa Draghi - è che la nostra sovranità, intesa come la nostra capacità di indirizzare il futuro, può rafforzarsi solo attraverso una gestione condivisa delle sfide comuni. Oltre a consolidare le nostre relazioni bilaterali, l'accordo vuole infatti favorire e accelerare il processo di integrazione europea".


Il Patto

A maggior ragione alla vigilia di una fase fondamentale e delicata, come quella della revisione del Patto di stabilità, su cui Roma e Parigi hanno una visione comune. Il Patto di Stabilità e le regole europee di bilancio "in vigore prima della pandemia avevano già dimostrato la loro insufficienza, da quando è cominciata la crisi finanziaria aggravavano il problema. Oggi la revisione è inevitabile", ha sottolineato il premier, ribadendo che "le nuove regole devono riflettere un passato che bisogna correggere e un futuro da disegnare. Tutto questo va fatto con l'Ue ma è importante che i Paesi si dotino di strumenti più forti e in questo modo Italia a Francia pensano di procedere".


La 'difesa'

Altro punto centrale di discussione all'interno dell'Unione è il tema della difesa comune, su cui entrambi i Paesi vogliono procedere insieme. "Cercare la sovranità europea - ha spiegato il presidente del Consiglio - significa voler disegnare il nostro futuro come lo vogliamo noi europei, non ce lo vogliamo far disegnare da altri. Per essere sovrani occorre che l'Europa sappia proteggersi e difendere i propri confini: bisogna creare una vera difesa europea. Questo Trattato aiuta questa creazione di una difesa comune che è complementare alla Nato, non è sostitutiva: un'Europa più forte fa una Nato più forte".


I migranti

Altro tema "caldo" è quello dei migranti, con i due Paesi uniti nel riconoscere "la necessità di una politica di gestione dei flussi e d'asilo condivisa a livello europeo, basata sui principi di responsabilità e solidarietà". "I nostri obiettivi - ha concluso draghi - sono quelli dell'Ue: lotta al cambiamento climatico, la transizione ecologica fatta con giudizio e rapidità, la transizione digitale, la ricerca di una sovranità europea. Il Trattato permette di dotare l'Ue di strumenti che la rendano più forte".


Macron

Rafforzare la cooperazione di Italia e Francia a livello bilaterale e in seno all'Unione europea, ma non in opposizione alla Germania, anzi all'insegna della complementarietà: cosi, volendo sinterizzare, ha descritto il Trattato del Quirinale firmato oggi da Italia e Francia, il presidente francese Emmanuel Macron. "Era quasi un'anomalia che non ci fosse con l'Italia un Trattato come quello dell'Eliseo (firmato con la Germania nel 1963, ndr)": ha detto il presidente francese, nella conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio, Mario Draghi. "Sono felice di firmare questo storico trattato con l'Italia che suggella la profonda amicizia che ci unisce", ha detto Macron prendendo la parola dopo il presidente Draghi a Villa Madama. Il capo dello Stato francese ha proseguito rendendo un caloroso omaggio a tutti coloro che hanno reso possibile il processo che ha portato alla felice conclusione del trattato annunciato nel 2017 nell'ambito di un consesso franco-italiano, fra cui l'ex presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, "che ha vegliato lungo il percorso affinché il trattato fosse portato a termine". Percorso a volte accidentato, ha ricordato Macron, senza elaborare, ma alludendo alla crisi culminata a inizio 20129 con il richiamo dell'ambasciatore francese a Parigi: quando il M5S con Di Maio e Di Battista appoggiò la protesta dei cosiddetti gilet gialli.


Il negoziato

Il Trattato del Quirinale arriva al termine di un complesso negoziato andato avanti per tutto il 2021 con l’obiettivo di rafforzare il rapporto fra Roma e Parigi attraverso un dialogo periodico tra le amministrazioni e un’agenda comune con grandi temi e priorità condivisi.
L’unità operativa italo-francese
È previsto che le parti lavorino alla creazione di un’unità operativa italo-francese «per sostenere le forze dell’ordine in funzione di obiettivi comuni, in particolare nella gestione di grandi eventi e per contribuire a missioni internazionali di polizia».
Incontri su ricerca e innovazione
Il Trattato prevede un incontro bi-annuale su ricerca e innovazione, con la partecipazione dei ministeri responsabili per Università e Ricerca, coinvolgendo attori universitari e altri attori pubblici e privati del settore della ricerca e dell’innovazione.
Il servizio civile congiunto
Il Trattato firmato fra Parigi e Roma avvierà anche un servizio civile congiunto italo-francese, un programma di volontariato frutto della cooperazione tra i due servizi civili, che sarà formalizzato in un Protocollo d’intesa fra i due Paesi.
Politica estera e affari europei
I Paesi si consulteranno con l’obiettivo di stabilire posizioni comuni e integrare maggiormente le rispettive diplomazie, di rappresentarsi a vicenda nei fori dove non sono presenti. Il Trattato prevede uno stretto coordinamento sul quadro d’integrazione Ue.
Lo «scambio» dei ministri
In quest’ottica ecco la nascita di «un meccanismo per cui, almeno una volta ogni trimestre, un ministro italiano parteciperà a un consiglio dei ministri del governo francese, e viceversa».
Migrazioni e asilo politico
Il Trattato si fonda su un positivo equilibrio tra le posizioni dei due Paesi, prevedendo che «le Parti si impegnano a sostenere una politica migratoria e d’asilo europea e politiche di integrazione basate sui principi di responsabilità e di solidarietà condivise tra gli Stati membri».
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