Governo, Draghi incassa la fiducia sulla manovra, la sua maggioranza pensa al bis di Mattarella

29 dicembre 2021, ore 21:00

Mentre Montecitorio ha approvato la legge di bilancio, tra i parlamentari emerge sempre più forte la voglia di stabilità, del mantenimento dello status quo, con il premier sempre a Palazzo Chigi e l’attuale Presidente della Repubblica rieletto al Quirinale

Partita da palazzo Chigi con 218 articoli, è arrivata al taglio del nastro con un solo articolo di 1.013 commi per effetto dell'ormai consolidato metodo di lavoro, che ha portato inevitabilmente all'approvazione della legge di bilancio con il voto di fiducia su un maxiemendamento. Le misure vanno dalla riforma dell'Irpef (anche se si tratta solo di un primo passaggio) al vaccino contraccettivo Gonacon per affrontare l'emergenza cinghiali. Affianco alla politica di bilancio dei prossimi tre anni insomma si leggono misure micro e di natura settoriale, che trovano sempre spazio nella manovra, anche se vietati formalmente.


L’iter

L'iter parlamentare si è svolto in una versione assolutamente inedita, con le votazioni degli emendamenti concentrati in un'unica seduta, in Commissione Bilancio a palazzo Madama, durata 14 ore. Gli accordi all'interno della maggioranza, e tra maggioranza e governo, sono stati siglati nelle riunioni che si sono susseguite, dentro e fuori il Parlamento, fino all'ultimo momento. E la decisione dei senatori, di votare gli emendamenti 'parlamentari' insieme a quelli presentati dal governo, ha avuto come conseguenza lo slittamento della tabella di marcia l'agenda dei lavori. Il risultato è stata una votazione a ridosso del Natale, con il via libera arrivato giusto in tempo per consentire ai senatori di partecipare al cenone della vigilia. Mentre i deputati soltanto adesso, dopo Santo Stefano e poco prima dell’ultimo dell’anno, hanno scritto la parola fine sulla legge di bilancio 2022, evitando così l’esercizio provvisorio.


Le misure principali

IRPEF E IRAP: Quattro aliquote (23%, 25%, 35%, 43%) e nuovo metodo di calcolo delle detrazioni, con il bonus 100 euro che resta per i redditi fino a 15.000 euro (primo scaglione Irpef). Il bonus di 1.200 euro l'anno può essere riconosciuto anche per i redditi tra 15.000 euro e 28.000 euro (secondo scaglione) ma a determinate condizioni. In termini di indebitamento netto l'intervento complessivo comporta una maggiore spesa di 6,4 miliardi di euro. Addio all'Irap per imprenditori individuali e professionisti.

BONUS EDILIZI: Superbonus al 110% valido per tutti, mentre gli incentivi al 50% e al 65% e le relative maggiorazioni sono prorogati fino al 2024. Gli incentivi al 110% sono estesi al 2023 per i condomini e gli Iacp, con riduzione al 70% nel 2024 ed al 65% nel 2025. Gli incentivi per le facciate sono confermati anche nel 2023 con una percentuale agevolata pari al 60%.

DELOCALIZZAZIONI: Le aziende con almeno 250 dipendenti che intendono chiudere parti dell'azienda che portino al licenziamento minimo di 50 dipendenti dovranno dare comunicazione per iscritto ai sindacati di categoria, alle regioni interessate, al ministero del Lavoro, al ministero dello Sviluppo economico e all'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro. I datori di lavoro avranno 60 giorni di tempo per elaborare un piano per limitare le ricadute occupazionali ed economiche e lo presenti ai sindacati, alle Regioni, ai ministeri e all'Anpal. E se un'azienda risulta inadempiente rispetto al piano di ristrutturazione del sito sarà chiamata a pagare il contributo previsto per il finanziamento dell'Aspi, oggi Naspi, in misura doppia.

BONUS TV E DECODER: In arrivo 68 milioni per il finanziamento del bonus tv e decoder. Il contributo andrà a finanziare ''l'acquisto di apparecchi tv idonei agli standard trasmissivi vigenti e di decoder'', si legge nella proposta. E' prevista anche la consegna a casa per gli over 70 che hanno diritto al bonus.

RDC: Il reddito di cittadinanza è finanziato con un ulteriore miliardo di euro ogni anno. Vengono rafforzati i controlli e introdotti correttivi alle modalità di corresponsione, che prevedono una revisione della disciplina delle offerte di lavoro congrue e un decalage del beneficio mensile per i soggetti occupabili.

AMMORTIZZATORI SOCIALI: Con una spesa di circa 3 miliardi di euro nel 2022 si dà attuazione alla riforma degli ammortizzatori sociali, con un aumento dei sussidi di disoccupazione e un'estensione degli istituti di integrazione salariale ordinari e straordinari ai lavoratori di imprese attualmente non inclusi, agli apprendisti e ai lavoratori a domicilio. Sono previsti incentivi all'utilizzo dei contratti di solidarietà e la proroga per il 2022 e il 2023 del contratto di espansione con l'estensione a tutte le imprese che occupano più di 50 dipendenti. Il congedo di paternità di 10 giorni viene reso strutturale.

BOLLETTE ENERGIA: Vengono stanziati 3,8 miliardi di euro per tagliare i costi delle bollette di luce e gas nel primo trimestre del 2022.


Il Colle

Nel frattempo, mentre Montecitorio ha approvato la manovra, tra i parlamentari di emerge sempre più forte la voglia di stabilità, del mantenimento dello status quo, con Mario Draghi a Palazzo Chigi e Sergio Mattarella rieletto al Quirinale. Ma chi rilancia il bis del Presidente, al contempo ricorda che esiste un grosso ostacolo, cioè lo stesso Mattarella, che vivrebbe il bis come una "violenza", tuttavia sopportabile solo a patto che fosse votato da tutti, come accadde con Giorgio Napolitano. Ma, al momento, pare che questa unanimità non ci sia per un probabile no di Fratelli d'Italia. Ovviamente sono solo suggestioni, ipotesi, congetture: da qui a gennaio, quando si farà sul serio, ancora molta acqua deve passare sotto i ponti. Tuttavia, la nuova ondata del virus sembra difficile che non avrà alcun peso. Il picco del contagio potrebbe arrivare proprio nei giorni in cui i grandi elettori si riuniranno per la prima seduta comune a Montecitorio e chissà quanti di loro non potranno prendere parte al voto perché positivi. E' arcinota la grande attenzione con cui gli eletti puntino a salvare la legislatura, ma stavolta c'è qualcosa di più che la semplice voglia di conservare il seggio: c'è anche la volontà dei partiti di non farsi del male. La parola d'ordine di chi lavora a portare avanti i contatti per il Colle è "ridurre il danno". I numeri in Parlamento fanno capire che, quando basterà la maggioranza semplice, ad avere il pallino sarà il centrodestra. Per quel periodo bisognerà vedere se la candidatura di Silvio Berlusconi sarà ancora in piedi. In caso contrario, il centrodestra potrebbe proporre diversi nomi, Elisabetta Casellati, Marcello Pera, Franco Frattini. Ma c'e' chi assicura che Berlusconi ci creda veramente. E che, nel caso capisse di essere stato mollato dagli alleati, potrebbe fare una controproposta, quella di Giuliano Amato, magari indigesta a Lega e FdI, ma probabilmente gradita all'asse giallorosso. Una sorte di "muoia Sansone con tutti i filistei" che metterebbe in crisi il centrodestra ma consegnerebbe al Cavaliere il ruolo storico di king-maker, insomma, dal suo punto di vista, un successo assoluto. Nel centrosinistra la prudenza è massima: la dem Alessia Rotta punzecchia Matteo Renzi: "Dovrà decidere presto se guardare al centrodestra o dialogare anche con il centrosinistra", attacca. L'ex premier nega di voler essere l'ago della bilancia: "Saremo impegnati per garantire un quadro istituzionale utile all'Italia, non a inseguire interessi di bottega", assicura nella sua e-news. Al lavoro anche Giuseppe Conte, leader del partito che ha il gruppo più ampio in Parlamento: alla terza riunione convocata con i big del partito emerge la volontà di votare una personalità di alto valore morale anche se dovesse essere un nome indicato dal centrodestra: unica eccezione per Silvio Berlusconi per il quale lo stesso Conte, a nome di tutto il M5s, ha più volte espresso la sua contrarietà. Cresce la preferenza per una candidatura al femminile. "Avrei gran piacere di avere una Presidente donna e credo che l'Italia sia finalmente matura per questa rivoluzione", sottolinea a la vicepresidente vicaria del M5s, e vicepresidente del Senato, Paola Taverna.

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Tags: Camera, Draghi, fiducia, manovra

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