Governo, fra il premier Conte e Renzi sembra tregua, ma a gennaio si giocherà tutta un'altra partita

Governo, fra il premier Conte e Renzi sembra tregua, ma a gennaio si giocherà tutta un'altra partita

Governo, fra il premier Conte e Renzi sembra tregua, ma a gennaio si giocherà tutta un'altra partita


Entro lunedì i partiti di maggioranza devono inviare un Palazzo Chigi un loro documento di sintesi, poi inizieranno altri tavoli di confronto. Ma il clima è più disteso

Dopo la seconda sessione di incontri, oggi Iv e Leu, ieri 5S e Pd, la crisi sembra un po’ più lontana, difatti la delegazione renziana è uscita da Palazzo Chigi dopo due ore e mezza di incontro con il premier vedendo il bicchiere mezzo pieno, e descrivendo un faccia a faccia “franco e cordiale”.Finalmente il Presidente del Consiglio ha preso atto che le proposte che aveva avanzato Italia Viva sul metodo di lavoro sono positive”, ha spiegato il ministro Teresa Bellanova appena uscita. E ha mostrato soddisfazione perché “è scomparsa tutta la questione sulla governance che si voleva portare con un emendamento in legge di bilancio, e finalmente si comincia a discutere nel merito”. Conte, alla presenza dei ministri dell’Economia Roberto Gualtieri e degli Affari europei Vincenzo Amendola, ha consegnato alla delegazione di Iv un nuovo faldone, contenente il piano del Recovery ridisegnato.


Addio alla task force

La struttura di missione non c’è più, lascia il posto a quella che dovrebbe essere un’unità di missione rafforzata, i capitoli delle allocazioni delle risorse europee sono stati modificati, le proposte di Iv sono state definite “buone” dal presidente del Consiglio, che adesso attende le osservazioni di tutte le forze di maggioranza per confezionare una versione definitiva su cui riconvocare i partiti di governo per il via libera finale. “La struttura la chiede l’Europa, ma non sostituirà i ministeri, e il Parlamento verrà coinvolto in tutti i passaggi”, ha garantito Amendola, affermando che il nuovo piano contiene 52 progetti che nei prossimi giorni verranno “analizzati e resi coerenti”.


I nodi irrisolti

Tuttavia, gli aspetti da mettere a punto sono tanti, a cominciare dai 9 miliardi destinati alla sanità, pochi almeno a sentire le obiezioni fatte da tutte le delegazioni che si sono alternate nelle ultime quarantott’ore a Palazzo Chigi. Uno stanziamento giudicato insufficiente che è stato anche il motivo per la pattuglia di Iv per tornare con forza sulla questione Mes: “Utilizzeremo 88 miliardi di prestiti del Recovery come sostitutivi a spese che avremmo già fatto. Perché non possiamo seguire la stessa strada con i 36 del Mes?”, il ragionamento portato avanti. Ragionamento che ha trovato d’accordo Gualtieri ma non Conte, “che su questo non ci ha dato alcuna risposta”. Questa insomma la parte mezza vuota del bicchiere. Incardinato il Recovery plan in un percorso che, salvo soprese all’ultimo, porterà alla sua approvazione in Consiglio dei ministri entro la fine dell’anno, sul tavolo restano i tanti altri nodi elencati da Matteo Renzi nella lettera consegnata a Conte qualche giorno fa. Come per esempio la gestione del capitolo dei Servizi segreti. “Se ne parlerà a gennaio, chiuso il capitolo Recovery”, dichiarano da Iv, sottolineando che “la partita non è finita”. Come dire, per Natale è tregua, a gennaio si vedrà. 

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