Governo, il premier Draghi sui vaccini richiama duramente tutti alla responsabilità e alla coscienza

Governo, il premier Draghi sui vaccini richiama duramente tutti alla responsabilità e alla coscienza

Governo, il premier Draghi sui vaccini richiama duramente tutti alla responsabilità e alla coscienza


"Perché la gente salta la lista sapendo che lascia esposto a rischio concreto di morte persone over 75 o persone fragili?", ha chiesto il presidente del Consiglio incontrando per la terza volta dall’inizio del suo mandato la stampa a Palazzo Chigi

Covid, vaccini e soprattutto Astrazeneca. Terza conferenza stampa per il premier Mario Draghi che tocca l'intrigata questione vaccini, dopo la nuova circolare sulle raccomandazioni per il siero anglo-svedese: approvato dai 18 anni d'età, ma "raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone sopra i 60 anni". "Con che coscienza la gente salta la lista sapendo che lascia esposto a rischio concreto di morte persone over 75 o persone fragili?", ha detto subito il premier incontrando la stampa. La priorità, ha aggiunto, deve essere riservata alle persone anziane anche alla luce del tasso di mortalità. E sulle riaperture ha precisato: "Dovranno esserci, non ho una data, ci stiamo pensando in questi giorni, dipende dall'andamento dei contagi e dei vaccini".


La campagna vaccinale

Ieri c'è stato il cambio di destinazione del vaccino AstraZeneca: raccomandato sopra i 60 anni, ma non vietato negli under 60. La decisione è arrivata dopo il responso dell'Ema che ha parlato di un "possibile nesso tra questo vaccino e rare forme di trombosi". Su questo punto è intervenuto il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, seduto accanto al premier: "Va ribadito che questo vaccino, Astazeneca, può coprire la popolazione fragili: le scelte fatte fanno riferimento a eventi trombotici in sede inusuali ma straordinariamente rari: 86 casi su almeno 25 milioni di vaccinati". E Draghi ha ribadito: "La raccomandazione è usare Astrazaneca per chi ha più di 60 anni". La campagna vaccinale va avanti. "La disponibilità di vaccini non è calata, i numeri sono come prima di Pasqua, sta risalendo secondo il trend previsto. Non ho dubbio sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti - ha spiegato il presidente del Consiglio - E la disponibilità di vaccini che abbiamo in aprile permette di vaccinare chi ha più di 80 anni, in tutte le Regioni, e in parte chi ne ha più di 70". Poi rivolgendosi alle Regioni, con cui ha fatto un punto sul Recovery plan, ha aggiunto: "Sono molto incoraggiato dal clima di collaborazione sul 'Recovery' e sulle vaccinazioni. Non si possono addossare le responsabilità ad una parte sola. Gli eventi sono stati complicati. Ora siamo arrivati ad una fase dirimenti. Vaccinare le persone più a rischio è un dovere e interesse delle regioni perché possono riaprire in sicurezza l'economia e più presto".


Le riaperture

Draghi ha parlato poi dell'incontro avvenuto qualche ora prima con il leader della Lega, Matteo Salvini, sulla questione delle riaperture. "È venuto il momento di prendere decisioni" sulle fasce di età per le vaccinazioni. "Questo è al centro delle riaperture. Se riduciamo il rischio di morte nelle classi più esposte al rischio è chiaro che si riapre con più tranquillità. La disponibilità dei vaccini c'è e ora tocca al commissario che lavora bene. Il lavoro procede a spron battuto, ora si tratta di fare delle scelte - ha osservato - Ho visto Salvini e le Regioni, Anci, poi anche Bersani. C'è un equilibrio. Normale chiedere aperture: la migliore forme di sostegno all'economia sono le aperture, ne sono consapevole. Naturalmente condannare la violenza ma capisco la disperazione all'alienazione di chi protesta. Voglio vedere nelle prossime settimane di riaprire in sicurezza a partire dalle scuole, obiettivo è un mese di presenza". La data del 30 aprile è quella "di scadenza del periodo previsto nell'ultimo decreto" per le misure anti contagio da Covid, "ma lì si dice anche che qualora l'andamento delle vaccinazioni e dei contagi mostrasse la possibilità, si possono riconsiderare le cose anche prima. Il governo sta lavorando su tutto questo - ha rimarcato il premier - Avere date significa conoscere esattamente i parametri rilevanti a una certa data. In tutto questo c'è la volontà del governo di vedere le prossime settimane come di riaperture non di chiusure". Draghi infine ha difeso a spada tratta il ministro Speranza.


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