Jimmy Kimmel torna in onda dopo la sospensione di ABC, ecco cosa ha detto

Jimmy Kimmel torna in onda dopo la sospensione di ABC, ecco cosa ha detto

Jimmy Kimmel torna in onda dopo la sospensione di ABC, ecco cosa ha detto Photo Credit: Ansa/Caroline Brehman


"Il nostro governo non dovrebbe avere il potere di controllare ciò che diciamo o non diciamo in televisione, e dobbiamo difendere questo principio” ha detto il conduttore

Un ritorno sul palco che somigliava a un appello pubblico, con il tono a metà tra la confessione e la dichiarazione di principio. Jimmy Kimmel, volto storico della tarda serata televisiva americana, è tornato ieri alla conduzione del suo programma sulla ABC dopo una settimana di sospensione, imposta dalla rete in seguito alle polemiche per un commento pronunciato durante una delle sue recenti puntate. “Come stavo dicendo prima di essere interrotto…”, ha esordito tra le risate e gli applausi del pubblico, aprendo un monologo attesissimo, costruito con attenzione e segnato da passaggi di tono che andavano dall’ironia al mea culpa.

KIMMEL: “NON ERA MIA INTENZIONE SCHERZARE SU UN OMICIDIO”

Il cuore del discorso ha riguardato le reazioni. talvolta furiose, che hanno seguito un suo intervento sull’identità del presunto assassino dell’attivista conservatore Charlie Kirk. Una frase letta da alcuni come un’accusa generalizzata, da altri come una battuta fuori luogo. Kimmel, nella serata di ieri, ha scelto di affrontare l’argomento senza reticenze: “Non era mia intenzione scherzare su un omicidio, né attribuire a un intero gruppo le azioni di una persona instabile”. Parole pronunciate con voce ferma ma visibilmente coinvolta. “Capisco la rabbia di chi si è sentito colpito, e non mi tiro indietro davanti alla responsabilità di quello che dico”, ha aggiunto. La puntata si è sviluppata come un lungo chiarimento, in cui Kimmel ha preso posizione anche su un piano più ampio, quello dei rapporti tra politica, informazione e libertà d’espressione nell’America che si muove verso nuove elezioni presidenziali. “Il nostro governo non dovrebbe decidere cosa possiamo dire in televisione”, ha dichiarato. E se il tono non era quello dell’attacco diretto, il messaggio era comunque inequivocabile: “Questo Paese è diventato così autoritario che persino i tedeschi mi hanno offerto un lavoro”. La vicenda, innescata inizialmente da pressioni politiche arrivate da ambienti vicini all’amministrazione Trump, ha generato un’ondata di solidarietà da parte del mondo dello spettacolo e dell’informazione, in molti casi anche da personalità notoriamente distanti dalle posizioni di Kimmel. “Ringrazio chi ha difeso il mio diritto a parlare, pur non condividendo quello che dico. Non lo dimenticherò”.

KIMMEL PARLA APERTAMENTE DI DONALD TRUMP

Il riferimento più diretto, non a caso, è arrivato nel finale, quando ha citato apertamente Donald Trump: “Ha cercato in tutti i modi di cancellarmi. Invece ha costretto milioni di persone a guardare il mio programma”. Il sipario è calato tra le ovazioni del pubblico e una battuta in perfetto stile Kimmel: “Ora forse vi tocca pubblicare i file su Epstein per distrarre il pubblico!”. Ma dietro il sorriso, si intravedeva un messaggio più profondo, pronunciato con chiarezza e senza drammatizzazioni: la libertà di parola, oggi, non è più un fatto scontato. E forse non lo è mai stata.



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