La Groenlandia respinge Trump, nuovo governo anti-annessione mentre Vance rilancia la strategia USA nell'Artico

La Groenlandia respinge Trump, nuovo governo anti-annessione mentre Vance rilancia la strategia USA nell'Artico

La Groenlandia respinge Trump, nuovo governo anti-annessione mentre Vance rilancia la strategia USA nell'Artico Photo Credit: https://agenziafotogramma.it/


Il vicepresidente statunitense, in visita alla base spaziale di Pituffik, tra proteste e gelo diplomatico. Il nuovo governo locale si oppone ai piani di annessione di "The Donald"

GROENLANDIA VS STATI UNITI

La Groenlandia ha lanciato un chiaro segnale agli Stati Uniti d'America nel giorno della visita del vicepresidente JD Vance alla base spaziale di Pituffik. Dopo le elezioni che si sono svolte l'11 marzo, il Paese ha annunciato la formazione di un nuovo governo di coalizione guidato da Jens-Frederik Nielsen, leader di Demokraatit, contrario alle ambizioni dell'amministrazione Trump di annettere la Groenlandia. Nielsen ha triplicato la rappresentanza del suo partito, ottenendo 10 seggi, formando, in tempi molto brevi, un esecutivo con il sostegno di quattro formazioni politiche, controllando così il 75% del Parlamento locale. L’unico partito escluso è stato Naleraq, che spinge per un referendum immediato sull'indipendenza e ha posizioni più vicine a Washington. La posizione di Nielsen sulla secessione è più prudente: favorevole, ma solo in un futuro lontano, quando saranno risolte le principali difficoltà economiche del Paese. Il nuovo governo ha ricevuto immediatamente il plauso dell’Unione Europea. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha sottolineato la necessità di partner che rispettino la Groenlandia e la considerino alla pari, un evidente messaggio rivolto agli Stati Uniti.


LA "GELIDA" ACCOGLIENZA PER JD VANCE

L’arrivo della delegazione americana, composta da JD Vance, sua moglie Usha, il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz, il segretario all’Energia Chris Wright e il senatore dello Utah Mike Lee, non è stato accolto calorosamente. Il programma del viaggio è stato molto ridimensionato, vista anche la totale assenza di inviti ufficiali da parte del governo groenlandese. Inoltre, secondo la televisione danese Tv2, nessun abitante ha accettato di farsi fotografare con la second lady Usha Vance. Anche l’agenzia Tupilak Travel, che inizialmente avrebbe dovuto occuparsi dell’ospitalità della moglie del vicepresidente, ha improvvisamente ritirato la propria disponibilità.

L'ATTACCO DI VANCE ALLA DANIMARCA

Nonostante l’accoglienza fredda, Vance ha sfruttato l’occasione per criticare il governo danese, accusandolo di non investire abbastanza per proteggere la Groenlandia dalla crescente influenza russa e cinese. Tuttavia, ha cercato di stemperare le tensioni, prendendo le distanze dalle dichiarazioni di Trump sull’uso della forza per assicurarsi l’isola. Ha affermato che, secondo lui, i groenlandesi, attraverso un processo di autodeterminazione, sceglieranno l’indipendenza dalla Danimarca e che, a quel punto, gli Stati Uniti negozieranno un accordo per garantire la sicurezza del territorio. Nel frattempo, ha annunciato un aumento degli investimenti militari, con l’invio di nuove navi e rompighiaccio nell’area.

LE DICHIARAZIONE DI TRUMP

Le dichiarazioni di Vance contrastano con il tono più aggressivo adottato da Trump, che ha ribadito la necessità di avere la Groenlandia per motivi di sicurezza internazionale, sottolineando che gli abitanti dell’isola "capiranno, altrimenti glielo spiegheremo". Il presidente ha anche ventilato l’ipotesi di un intervento militare, ricalcando in qualche modo le strategie espansionistiche di Putin in Ucraina, con la differenza che la Groenlandia fa parte di un Paese membro della NATO. Le parole di Trump non sono passate inosservate a Mosca. Il leader russo, infatti, ha riconosciuto che i piani americani per la Groenlandia sono "seri" e hanno "radici storiche profonde", quasi legittimandoli. Nel frattempo, il Cremlino continua a rafforzare la propria presenza nell’Artico, considerando la regione strategica per il proprio dominio geopolitico.


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