Luca Zaia a RTL 102.5: “Sull’Ucraina l’Ue non ha una dimensione politica adeguata”

Luca Zaia a RTL 102.5: “Sull’Ucraina l’Ue non ha una dimensione politica adeguata”

Luca Zaia a RTL 102.5: “Sull’Ucraina l’Ue non ha una dimensione politica adeguata” Photo Credit: IPA Agency


Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, è intervenuto nel corso di Non Stop News, su RTL 102.5, con Enrico Galletti, Giusi Legrenzi e Massimo Lo Nigro per un punto sulle ultime notizie di politica e attualità.

TRE ANNI DI GUERRA IN UCRAINA

«Andrei oltre la valutazione della compattezza e parlerei anche di autorevolezza. L’Europa non ha una dimensione politica adeguata per affrontare temi come questi, lo ha dimostrato, del resto, con questo conflitto bellico, in cui l’interlocutore principale sono stati prima gli Stati Uniti di Biden e oggi gli Stati Uniti di Trump. Trump, che può piacere o meno, ha condotto una campagna parlando di sicurezza per il suo Paese, e ha parlato anche molto di pace. Quindi, su questo fronte, oggettivamente si gioca gran parte della parola data. Immagino che, dopo tre anni, la soluzione sia quella di arrivare a un armistizio e alla pace. Del resto, tutte le guerre hanno un inizio e una fine, la vera sfida è farle durare poco. Ricordo che, attualmente, nel mondo ci sono 60 conflitti in corso, non solo in Ucraina e in Medio Oriente. Finché il mondo è in guerra, qualcuno perde la vita. Hemingway diceva che la guerra è il contesto in cui gli uomini peggiori fanno morire gli uomini migliori».

L’AUTOREVOLEZZA DELL’UE

«C’è grande suggestione legata a questi Stati Uniti d’Europa, ma l’Europa, per come la conosciamo oggi, è un’Europa in mano ai burocrati, una Babele di lingue, un fattore non poco limitante. I 27 paesi europei non parlano la stessa lingua. È un’Europa fatta di identità molto diverse tra loro e che, su molte questioni, arriva sempre seconda. Basti pensare al crollo delle banche del 2008 o al fatto che l’Europa percepisce Lampedusa come un confine italiano, e non come un confine europeo. Non possiamo dire che l’Europa si sia realmente occupata dei flussi migratori, una delle più grandi sfide, così come di tante altre questioni ancora aperte».

IL FINE VITA

«Io spero che questo Paese esca da una grande ipocrisia. Si parla di fine vita e si accendono discussioni molto forti solo nel momento in cui c’è la ragione di turno che cerca di approvare una legge. Ricordiamo che il fine vita in Italia esiste dal 2019. Tant’è che, in Veneto, io stesso ho ricevuto sette richieste: i comitati etici ne hanno bloccate quattro e tre sono state accolte. Stiamo parlando di pazienti terminali che, in base a questa sentenza, devono avere una diagnosi infausta, una grande sofferenza fisica e psicologica, la libertà di scelta e il mantenimento in vita tramite sostegni vitali. Con queste caratteristiche, la sentenza stabilisce che un cittadino malato terminale può chiedere alla propria USL di gestire il suo fine vita. Trovo quindi assurdo che in questo Paese ci sia ancora un dibattito tra Guelfi e Ghibellini. Ci sono tre posizioni: favorevoli, contrari e dubbiosi. Ma queste tre opinioni esistono anche all’interno delle opposizioni. Non c’è una caratteristica ideologica che qualifica il voto a favore o contrario. Tuttavia, ricordiamo ai cittadini che la sentenza non stabilisce due cose fondamentali: entro quanto tempo bisogna rispondere al paziente che fa la richiesta e chi deve somministrare il farmaco. Quindi, per coerenza, dico che i contrari dovrebbero battersi per eliminare il fine vita, non intervenire nel dibattito solo di tanto in tanto e poi dimenticarsi che questa possibilità esiste dal 2019».

MILANO CORTINA 2026

«Cortina è stata al centro di dibattiti assurdi. In altri tempi e contesti, un’Olimpiade sarebbe stata accolta con grande entusiasmo. Abbiamo capito che il mood di questo secolo è essere sempre contro tutto. La verità è che si tratta di una grande opportunità, non solo per Cortina, non solo per il Veneto, ma per l’Italia intera. Cortina è al centro di un grande rinascimento, è figlia delle Olimpiadi e consacrerà questa eredità con i Giochi nel suo 70º anniversario. Sarà una grande manifestazione e siamo in linea con le opere. Dipingere il tema del bob come una devastazione della montagna è pura malafede, lì c’era una discarica che inquinava, è stato bonificato quel versante, sono stati abbattuti alcuni alberi non in perfette condizioni e ne verranno piantati 10.000 nuovi».


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