Marty Supreme arriva in sala e accende la corsa all’Oscar di Chalamet

Marty Supreme arriva in sala e accende la corsa all’Oscar di Chalamet

Marty Supreme arriva in sala e accende la corsa all’Oscar di Chalamet Photo Credit: Ansa/Fabio Cimaglia


Il nuovo film di Josh Safdie arriva in Italia tra aspettative altissime e una campagna che ha già fatto storia

Arrivato in punta di piedi, in poco tempo si è trasformato in un vero e proprio evento cinematografico.

Dopo l’uscita gloriosa negli Stati Uniti, che ha già fruttato cifre molto alte, domani 22 gennaio, Marty Supreme arriva anche nelle sale italiane e l’attesa che accompagna il nuovo film di Josh Safdie assume il tono delle grandi occasioni.

Al centro delle aspettative non c’è la trama o il regista, ma il ritorno di Timothée Chalamet. Il tutto viene alimentato dalla prospettiva di una candidatura all’Oscar come miglior attore protagonista e soprattutto dalla fiducia dei bookmaker, che lo indicano come favorito assoluto per la vittoria.

Dopo l’avvicinamento alla statuetta dello scorso anno con A Complete Unknown, questa stagione cinematografica appare come quella giusta per incidere il suo nome nell’albo dei vincitori del premio più ambito di Hollywood, suggellando una traiettoria artistica già centrale nel cinema contemporaneo.

MARTY SUPREME, LA TRAMA DEL FILM

Al centro di Marty Supreme pulsa una storia febbrile che ruota attorno al ping pong, trasformato da semplice disciplina sportiva in chiave di accesso a un mondo di ambizioni smisurate. Marty Mauser (Chalamet) è un venditore di scarpe nella New York degli anni Cinquanta, divorato da un’ossessione che lo trascina tra truffe, scommesse, passioni proibite e sogni di gloria.

L’esistenza del protagonista procede per strappi e accelerazioni, seguendo il ritmo di una pallina che rimbalza da un tavolo all’altro. Safdie costruisce un personaggio fuori dal comune, eccentrico e leggendario, capace di incarnare una fame di successo tanto smodata quanto magnetica, in un racconto frenetico e travolgente che alterna realismo sporco e mito urbano.

MARTY SUPREME, LA CAMPAGNA MARKETING DI CHALAMET

Ancora prima del debutto in sala, Marty Supreme ha già conquistato uno spazio nell’immaginario collettivo grazie a una strategia di lancio imponente firmata A24 e guidata dallo stesso Chalamet.

La promozione ha assunto la forma di un’esperienza totale, una narrazione parallela che intreccia cinema, musica, moda, teatro e cultura pop. Chalamet ha disseminato la città di apparizioni e segnali, costruendo attorno a Marty Supreme una presenza quasi fisica.

A New York un club di ping pong sorto per pochi giorni a Soho si è trasformato in un teatro notturno, tra luci basse e musica elettronica, fino all’ingresso dell’attore in costume, circondato da figure dal volto arancione, come uscite da una visione surreale. Da lì una sequenza di interventi calibrati, oggetti trasformati in simboli da collezione e una pioggia di immagini diventate virali. Un disegno che, secondo chi ha seguito da vicino la produzione, porta la firma diretta di Chalamet, deciso a prolungare il personaggio oltre il film e a far coincidere il confine tra interpretazione e presenza pubblica.

L’arrivo di Marty Supreme nelle sale italiane cade alla vigilia di uno snodo decisivo per la stagione dei premi. Domani alle 14:30, ora italiana, verranno annunciate le nomination agli Oscar 2026. Tra i nomi più osservati c’è anche quello di Timothée Chalamet, mentre il film comincia il suo percorso davanti al pubblico.



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