Ma perché a Cannes 2026 non ci sono film di Hollywood?
Ma perché a Cannes 2026 non ci sono film di Hollywood? Photo Credit: Ansa
15 maggio 2026, ore 11:00
Un'edizione scarica di grandi blockbuster che negli anni garantivano la quota glamour al Festival
Hollywood è la vetrina scintillante senza la quale un grande festival cinematografico sembra perdere parte della sua anima.
I grandi blockbuster, con la loro potenza industriale e la capacità di generare miti, sono diventati nel corso degli ultimi anni un ingrediente imprescindibile nel menù di una kermesse internazionale: assicurano visibilità, accendono i riflettori, creano quel magnetismo che trascina il pubblico e i curiosi fino ai margini del red carpet.
Quest’anno, però, Cannes è rimasta orfana di Hollywood.
VENEZIA SULLA SCIA DI CANNES?
L’assenza delle major d’Oltreoceano è apparsa come un vuoto difficile da colmare. Non tanto per la qualità dei film, paesi come l’Europa, l’Asia e l’America Latina continuano a sfornare opere di grande cinema, ma per la mancanza di quell’effetto calamita che solo l’industria americana sa esercitare. Le immagini dei fan assiepati dietro le transenne, dei flash impazziti, della corsa ai biglietti per un’anteprima-evento: tutto ciò fa parte del rituale collettivo che alimenta il mito di Cannes.
In attesa di capire se quella del Festival francese sia un’eccezione isolata o l’inizio di una tendenza destinata a coinvolgere anche Venezia — anche se le indiscrezioni su una possibile apertura con Dune: Parte Tre fanno pensare il contrario — resta da capire cosa abbia allontanato Hollywood da Cannes.
FUGA DALLE CRITICHE NEGATIVE
A pesare sicuramente ci sono stati i recenti insuccessi dei kolossal hollywoodiani passati dai festival.
Joker: Folie à Deux di Todd Phillips, sequel del film premiato a Venezia nel 2019, è stato presentato proprio alla Mostra nel 2024. Costato 200 milioni di dollari, è stato stroncato dalla critica e ha raccolto ben poco al botteghino: circa 58 milioni negli Stati Uniti e 200 in tutto il mondo, una cifra lontana dalle attese. Ma prima ancora, anche Indiana Jones e il quadrante del destino e il film d’animazione Pixar, Elemental, (entrambi passati da Cannes nel 2023), e Horizon: An American Saga di Kevin Costner nel 2024, avevano conosciuto lo stesso destino di delusione e scarso entusiasmo.
Le major sembrano meno disposte a esporsi al giudizio anticipato della critica festivaliera con produzioni da centinaia di milioni di dollari.
Un’accoglienza tiepida a Cannes o Venezia oggi può trasformarsi immediatamente in un boomerang mediatico capace di influenzare la percezione del pubblico mesi prima dell’uscita in sala.
Forse è ancora presto per parlare di fuga, ma il sospetto che qualcosa nel rapporto tra Hollywood e i festival stia cambiando è ormai difficile da ignorare.
E se Cannes perde il suo lato più spettacolare, la domanda non riguarda solo il glamour, ma l’equilibrio stesso tra cinema come arte e cinema come industria.



