Mostra del Cinema di Venezia 2025, The testament of Ann Lee: trama e recensione del film in Concorso

Mostra del Cinema di Venezia 2025, The testament of Ann Lee: trama e recensione del film in Concorso

Mostra del Cinema di Venezia 2025, The testament of Ann Lee: trama e recensione del film in Concorso


Il musical con Amanda Seyfried nei panni della protagonista, parte da premesse ricche di potenziale ma inciampa su una sceneggiatura debole

Una favola epica che prende spunto dalla figura storica di Ann Lee, fondatrice della comunità religiosa degli Shakers, nata nell’Inghilterra del XVIII secolo e poi diffusasi negli Stati Uniti. Il film, strutturato come un musical visionario, racconta l’ascesa spirituale di Ann, donna carismatica e tormentata, che si proclama incarnazione del Cristo femminile e guida un piccolo gruppo di seguaci attraverso persecuzioni, miracoli e rituali mistici. In un mondo segnato dalla violenza, dalla repressione sessuale e dall’intolleranza, la sua predicazione di castità, uguaglianza e vita comunitaria entra in rotta di collisione con le istituzioni religiose e civili del tempo. Ma dietro la narrazione spirituale si cela un percorso intimo di dolore, fede e ossessione, che cerca di esplorare il sottile confine tra illuminazione e fanatismo.


THE TESTAMENT OF ANN LEE, LA RECENSIONE

Non basta una buona idea di partenza per costruire un grande film. The Testament of Ann Lee, musical con Amanda Seyfried nei panni della protagonista, parte da premesse ricche di potenziale ma inciampa su una sceneggiatura debole e su una scrittura dei personaggi che manca completamente di profondità. La pellicola cerca di esplorare temi affascinanti e complessi, come la figura del messia femminile, la castità, la violenza e il potere delle sette religiose, ma si limita a sfiorarli senza mai approfondirli davvero o sviluppare una riflessione significativa. I personaggi, incluso quello di Ann Lee, risultano piatti, privi di evoluzione e totalmente slegati da qualsiasi dinamica psicologica credibile. Nessuna delle storyline viene realmente sviluppata o portata a compimento, lasciando lo spettatore con la sensazione di assistere a un racconto che non conduce da nessuna parte. Amanda Seyfried offre una performance vocale notevole, e il comparto musicale è inizialmente coinvolgente, ma anche questo finisce per stancare a causa di una narrazione poco solida che non regge il peso del film. La regia, pur osando con inquadrature visivamente interessanti, non riesce a compensare una sceneggiatura priva di direzione e sostanza. Nemmeno l'utilizzo della pellicola e le scelte di design grafico, che sembrano ammiccare a un’estetica vintage ricercata, riescono a colmare questa distanza. Resta l’impressione di un film che si limita a registrare la devozione di un gruppo di fanatici mentre danzano insieme, senza offrire un vero accesso al senso profondo di quella ritualità. Il risultato è un'opera visivamente curata ma emotivamente vuota. The Testament of Ann Lee avrebbe potuto dire molto, ma sceglie di non farlo. E questo, più di ogni altra cosa, è il suo limite più grande.



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