Niscemi, una frana più vasta del Vajont. 'Fronte ancora attivo' è l'allarme di Ciciliano

Niscemi, una frana più vasta del Vajont. 'Fronte ancora attivo' è l'allarme di Ciciliano

Niscemi, una frana più vasta del Vajont. 'Fronte ancora attivo' è l'allarme di Ciciliano Photo Credit: ANSA


Quattro chilometri e mezzo di fronte franoso per 350 milioni di metri cubi di materiale roccioso. Questi i dati sconcertanti della Protezione Civile. Il ministro Musumeci annuncia indennizzi e sospensione dei pagamenti

La collina su cui sorge Niscemi, continua a franare. Il fronte che scivola verso valle è di 4 chilometri e mezzo. La zona rossa del comune si allarga, i cittadini fuori dalle proprie case sono quasi 1500. Il capo della protezione civile Ciciliano lancia un allarme chiaro: il fronte è ancora attivo, e spiega quale sia l’entità del moto franoso. La massa franosa interessata è di 350 milioni di metri cubi, e per dare un’idea della vastità del fenomeno ha ricordato che quella del Vajont fu di 260 milioni di metri cubi di materiale roccioso. Dunque la frana di Niscemi è oltre un terzo più grande rispetto a quella del monte Toc, negli anni ’60.

LA FRANA PIU' VASTA DEL VAJONT

Il ministro Musumeci ha parlato anche ai microfoni di RTL 102.5. ha detto che saranno previsti indennizzi per le imprese. la sospensione delle rate dei mutui alla popolazione, e ha annunciato una commissione di indagine sui fatti per verificare le responsabilità, in considerazione della pregressa situazione, che dal 1997 tiene alta l’attenzione sul territorio che aveva vissuto situazioni simili a causa delle sue fragilità. Lo stesso Ciciliano, durante i suoi interventi sui media aveva specificato che in quel punto della collina non si sarebbe mai dovuto costruire. Il sindaco del piccolo centro si è difeso: nessuna inadempienza da parte del comune, secondo Massimiliano Conti. Condivisa dalle istituzioni l’idea che sarà necessaria una ricollocazione della popolazione con le stesse famiglie che dovranno poter partecipare alle scelte sulle nuove abitazioni. Intanto, la presidente del Consiglio Meloni, chiamata a riferire in aula dalle opposizioni, ha precisato che i 100 milioni stanziati dal governo sono solo una prima tranche;

FONDI DEL PONTE SULLO STRETTO PER NISCEMI

Intanto, le opposizioni chiedono la testa del capo del dicastero della protezione civile, Musumeci, e vogliono che la premier Meloni riferisca in Aula. La leader dem Shlein, con l’appoggio di tutti i partiti di minoranza, ha suggerito di deviare i fondi del Ponte sullo Stretto sugli indennizzi alla popolazione e sulla ricostruzione. E in tutto questo la Procura di Gela continua ad indagare contro ignoti, per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana.





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