Ospedali a rischio tilt: carenza di personale e ferie estive mettono in grande difficoltà il sistema sanitario nazionale

Ospedali a rischio tilt: carenza di personale e ferie estive mettono in grande difficoltà il sistema sanitario nazionale

Ospedali a rischio tilt: carenza di personale e ferie estive mettono in grande difficoltà il sistema sanitario nazionale Photo Credit: fotogramma.it


Fadoi: “Sono enormi i sacrifici sostenuti dai medici per coprire la carenza di personale”. Da giugno a settembre il 91% dei medici sarà in ferie

Ci si interroga spesso sulla situazione degli ospedali italiani, che hanno denunciato più volte una carenza di personale. Questa si ripercuote inevitabilmente sulla qualità del servizio, sulla possibilità per i pazienti di trovare personale a sufficienza nei reparti e soprattutto sulle vite del personale sanitario che vedono il loro lavoro raddoppiato.

Sono stati resi noti i dati dalla Federazione dei medici internisti ospedalieri (Fadoi) che rivelano che tra carenza del personale, già da tempo denunciata, e le ferie estive dei dipendenti, gli ospedali in estate rischiano una vera e propria emergenza. Circa il 91% dei medici, tra giugno e settembre, usufruiscono delle due settimane di vacanze come garantito dal contratto nazionale di lavoro. Questo ha come conseguenza una riduzione del personale in reparto, che circa nella metà dei casi arriva ad essere pari al 20/30% in meno. Per chi invece resta a lavorare in ospedale, inevitabilmente, il carico di lavoro aumenta nel 42.7% dei casi.

Questa situazione non riguarda solo i reparti ma anche gli ambulatori, che nel 52,7% dei casi diminuiscono la propria attività, mentre chiudono completamente, nel periodo indicato, nel 15,1% degli ospedali.

LA FEDERAZIONE DEI MEDICI INTERNISTI OSPEDALIERI

Questi dati portati alla luce dalla Federazione dei medici internisti ospedalieri, suscita delle riflessioni e delle richieste da parte di chi appartiene alla Fadoi. “Accogliamo nei nostri reparti un milione di ricoverati l'anno. Le Medicine interne vanno potenziate” questa la richiesta della Federazione. “Sono enormi i sacrifici sostenuti dai medici per coprire la carenza di personale", afferma Fadoi. Il 56,8% del personale, tra giugno e settembre, salta spesso i riposi settimanali che dovrebbero essere sempre garantiti e l'intervallo delle 11 ore di riposo giornaliero non è sempre assicurato per il 26,7% dei professionisti, sempre secondo l'indagine.

Francesco Dentali, presidente di Fadoi denuncia che tutto questo “va a scapito dell'attività delle Medicine interne, che già in sottorganico, finiscono così per perdere ulteriori quote di personale, che anziché essere presente in reparto è dato 'in prestito' ai pronto soccorso. I reparti di medicina interna fanno fronte al maggior numero di ricoveri con minore disponibilità di personale rispetto alle altre Unità operative ospedaliere, per via di una classificazione "a bassa intensità di cura" che in nessun modo corrisponde alla complessità medio-alta dei pazienti trattati. E medici e infermieri internisti vengono spesso cooptati nei Pronto soccorso per coprire le falle in pianta organica”.

AGGRESSIONI NEI PRONTO SOCCORSO

Un’altra emergenza, spesso denunciata dal personale sanitario, è quella delle aggressioni contro il personale medico negli ospedali. L'Agenzia di controllo del sistema socio-sanitario lombardo ha pubblicato un dossier relativo alle aggressioni sul personale medico negli ospedali milanesi. Nel primo semestre del 2023 ci sono state quasi 7mila aggressioni, una media di 38 episodi di violenza al giorno e dati sembrano in costante crescita.

I principali bersagli delle violenze sono i medici e gli infermieri, che subiscono spesso aggressioni da parte dei pazienti. I medici risultano essere i bersagli di familiari e accompagnatori. Non si tratta solo di aggressioni fisica, ma nel dossier di parla spesso anche di insulti, minacce e spintoni, che sono molto più frequenti.

Per difendersi e cercare di arginare questa situazione, il personale ospedaliero ha adottato alcune misure. In alcune strutture è stato inserito un pulsante che infermieri e medici posso schiacciare per avvisare subito le forze dell'ordine. In altri ospedali invece è stata introdotta una nuova figura, il caring nurse: una persona che tiene costantemente aggiornati i familiari dei pazienti sulle loro condizioni. In questo modo si dovrebbe arginare l'ansia data dall'attesa che in diverse occasioni genera violenze fisiche e verbali.



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