Timothée Chalamet infiamma il New York Film Festival con Marty Supreme

Timothée Chalamet infiamma il New York Film Festival con Marty Supreme

Timothée Chalamet infiamma il New York Film Festival con Marty Supreme Photo Credit: Ansa/Fabio Cimaglia


Il ritorno folgorante dei fratelli Safdie accende la corsa agli Oscar, anche per l’attore che lo scorso anno non riuscì a vincere l'ambita statuetta

Nessuno lo aveva annunciato, e forse proprio per questo l’impatto è stato ancora più dirompente.

Quando Marty Supreme, nuovo film di Josh Safdie prodotto da A24, è stato proiettato a sorpresa al New York Film Festival, la reazione è stata immediata: applausi scroscianti, occhi sgranati, e il nome di Timothée Chalamet che, ancora una volta, si impone al centro del panorama cinematografico internazionale.

MARTY SUPREME, DI COSA PARLA IL FILM?

Un’immersione allucinata nel mondo del ping-pong competitivo. Il regista costruisce un universo visivo pulsante, sporco e magnetico, dove ogni scambio di palla diventa una battaglia esistenziale.

L’ossessione per la perfezione sportiva si fa metafora, riflettendo il bisogno di controllo, identità e affermazione personale. Nel cuore di questo turbine c’è Marty, interpretato da Chalamet con un’intensità che ha lasciato la sala senza fiato.

È un personaggio spezzato, furioso, a tratti tenero e imperscrutabile. Il suo corpo, il suo sguardo, persino il suo silenzio raccontano una lotta interna che supera di gran lunga i confini del campo da gioco.

La performance ha già acceso i radar della critica americana, che parla apertamente di un possibile ritorno dell’attore nella corsa agli Oscar. Il film segna anche un ritorno importante per Josh Safdie, questa volta da solo alla regia dopo i successi condivisi con il fratello Benny (Uncut Gems su tutti). Ma l’anima autoriale, frenetica e viscerale, è intatta.

Marty Supreme è cinema che pulsa, che sporca, che non chiede permesso. Con un montaggio serrato, un’estetica che alterna caos e poesia, e una colonna sonora che batte come un cuore impazzito, il film conferma la cifra inconfondibile dei Safdie: quella di un cinema nervoso, sempre sull’orlo di una crisi, e per questo vivo.

PER CHALAMET NUOVO PICCO

Il passaparola è già partito, e le aspettative sono altissime. Se le prime reazioni sono un’indicazione, Marty Supreme non sarà solo un cult tra gli appassionati, ma potrebbe diventare uno dei titoli da tenere d’occhio nella stagione dei premi.

Per Chalamet, un nuovo picco. Per il cinema indipendente americano, un’ulteriore dimostrazione che le sorprese più grandi arrivano quando meno te le aspetti.



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