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E’ di Luigi Esposito, un giornalista, il cadavere carbonizzato trovato a Eboli

E’ di Luigi Esposito, un giornalista, il cadavere carbonizzato trovato a Eboli
Redazione WebRedazione Web
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Si indaga sulla dinamica dell’omicidio e sul movente

E’ di Luigi Esposito il cadavere carbonizzato ritrovato nel comune di Eboli, nel salernitano, in un terreno agricolo. Sul posto sono intervenuti dapprima i vigili del fuoco, che hanno provveduto a domare un incendio , poi le forze dell'ordine  dopo il ritrovamento del cadavere tra le sterpaglie bruciate. Luigi Esoosito, 53 anni, che si faceva chiamare da sempre Luca, sarebbe tato ucciso a colpi di pistola e poi il suo corpo sarebbe stato dato alle fiamme nel tentativo di distruggere le tracce del delitto. La svolta nelle indagini dopo l'individuazione, in zona, di una vettura abbandonata intestata al giornalista che da anni si occupava di cronache sportive. Esposito, originario di Nocera, dipendente dell'agenzia regionale per l'Ambiente di Avellino, era il direttore del sito Tutto Salernitana.com, opinionista per la testata OttoChannel ed editorialista per un sito di informazione della serie C. Il lavoro dei carabienieri e della Procura si sta concentrando ora sulla ricostruzione della dinamica dell’omicidio, per risalire a moventi e responsabili. Chi ha lavorato con lui lo definisce un tipo senza peli sulla lingua, che difendeva con forza le sue idee, soprattutto quelle sportive. 

"La notizia della scomparsa di Luca Esposito ci lascia sconvolti e addolorati, ma soprattutto increduli rispetto all'orribile esecuzione di cui è stato vittima". Così, in una nota, il direttore di OttoChannel Pierluigi Melillo. "Luca è stato per noi un prezioso collaboratore come opinionista, certamente scomodo ma mai banale e soprattutto sempre coraggioso nel difendere le sue opinioni sul mondo del calcio. In questo momento difficile ci stringiamo alla famiglia che vive un dolore cosi terribile e speriamo che le forze dell'ordine possano fare piena luce su una tragedia che suscita forte preoccupazione nell'opinione pubblica, assicurando i responsabili alla giustizia”, si legge ancora nel comunicato.