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Frode sui fondi Pnrr, sequestrati 20 milioni: indagine su 84 società

Frode sui fondi Pnrr, sequestrati 20 milioni: indagine su 84 società

Photo Credits: WEB/EPPO

Tommaso AngeliniTommaso Angelini
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La Procura europea di Milano indaga su un presunto raggiro da 40 milioni legato al Fondo Nuove Competenze. Coinvolti 84 rappresentanti di società italiane

Un sequestro da circa 20 milioni di euro è stato disposto dalla Procura europea (Eppo) di Milano nell’ambito di un’inchiesta su una presunta frode legata ai finanziamenti pubblici del Pnrr. Le somme, trovate su conti correnti e collegate anche a polizze assicurative, riguardano cinque società finite sotto la lente degli investigatori.


L'INDAGINE

L’indagine coinvolge complessivamente 84 rappresentanti legali di aziende distribuite sul territorio nazionale, nei confronti dei quali è stato notificato un avviso relativo a un procedimento per sospetta frode aggravata ai danni degli interessi finanziari dell’Unione europea. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, il possibile meccanismo fraudolento avrebbe un valore complessivo di circa 40 milioni di euro, di cui oltre 33 milioni sarebbero riconducibili a risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Al centro dell’inchiesta ci sarebbe un presunto utilizzo irregolare dei fondi destinati alla formazione dei lavoratori.


IL FONDO NUOVE COMPETENZE

Gli accertamenti riguardano infatti il cosiddetto Fondo Nuove Competenze (New Skills Fund), uno strumento pensato per sostenere le aziende nei percorsi di aggiornamento professionale dei dipendenti. Secondo l’ipotesi investigativa, i contributi sarebbero stati ottenuti attraverso la presentazione di attività formative che, almeno in parte, sarebbero risultate inesistenti o non corrispondenti a quanto dichiarato. Le somme sequestrate sarebbero collegate a due persone già sottoposte a misure cautelari nell’ambito dello stesso procedimento, accusate di frode aggravata ai danni di fondi pubblici e di autoriciclaggio. Gli investigatori ritengono che, dopo l’ottenimento delle risorse, siano stati messi in atto tentativi per nascondere la provenienza del denaro attraverso una serie di trasferimenti finanziari. Parte dei presunti proventi illeciti sarebbe stata spostata su diversi strumenti bancari e assicurativi, con l’obiettivo di renderne più complessa la ricostruzione. Le indagini hanno inoltre evidenziato possibili investimenti in beni immobili.


GLI ULTIMI SVILUPPI

Gli ultimi sviluppi dell’inchiesta avrebbero fatto emergere una dimensione del presunto sistema molto più ampia rispetto a quella inizialmente ipotizzata dagli investigatori. Le verifiche proseguono per ricostruire il flusso delle somme e accertare eventuali ulteriori responsabilità. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della Sezione Eppo e dall’Unità operativa del Gruppo Tutela Lavoro dei Carabinieri di Milano, che hanno raccolto la documentazione e gli elementi alla base dei provvedimenti adottati dalla Procura europea. L’obiettivo degli inquirenti è ora chiarire il funzionamento della presunta rete e stabilire se i finanziamenti europei destinati alla formazione siano stati utilizzati per finalità diverse da quelle previste dai programmi del Pnrr.