Roggero: lui ora è dentro il carcere di Bollate, ma fuori divampano le polemiche

"Sono pentito, però con il senno di poi, bisogna trovarsi in queste situazioni, la sentenza un'ingiustizia. Mattarella si metta una mano sulla coscienza". Così il gioielliere all'ingresso nel penitenziario. La moglie ha depositato la domanda di grazia
"Sono pentito, ma con il senno di poi, bisogna trovarsi in queste situazioni, la sentenza è un'ingiustizia. Dopo la grazia per Minetti, e pure per uno scafista, Mattarella si metta una mano sulla coscienza". Ecco le parole, polemiche, di Mario Roggero all'ingresso nel penitenziario di Bollate. Un caso quello del gioielliere che continua a dominare anche il dibattito politico. "Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Con l'ultimo Ddl Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari. Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali". Interviene pure la premier Giorgia Meloni (pur non menzionandolo esplicitamente) sullla vicenda di ROGGERO, il negoziante per cui la Corte di Cassazione ha confermato definitivamente la condanna in appello a 14 anni e 9 mesi per l'uccisione a colpi di pistola di due rapinatori (Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli) che avevano appena rapinato il suo negozio a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, confermando anche l'anticipo del risarcimento da pagare ai loro familiari (780mila euro). L'uomo spiegò di aver sparato per legittima difesa, ma successivamente si scoprì che aveva esploso i colpi mortali quando i due rapinatori erano ormai in fuga.
Il Quirinale
Ieri, come informava una NOTA del Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che aveva avviato l'istruttoria finalizzata alla richiesta di grazia, "per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al Presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006". Ma per il centrodestra si tratta di una partita non chiusa: "Ho appena firmato per chiedere la grazia a Mario ROGGERO, il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi per aver difeso la sua famiglia da dei criminali", scrive su X il presidente dei deputati di Fratelli d'Italia, Galeazzo Bignami. "Il ministro Nordio, un giurista, sa bene che la sua iniziativa non ha una consistenza giuridica, perché la richiesta di grazia può arrivare o dai parenti o dal legale, o dall'iniziativa del presidente della Repubblica, ma non direttamente dal ministro. Quindi sembra un po' un'ipotesi propagandistica sulla pelle del povero signor ROGGERO. Ma la cosa importante da dire è che non si sarebbe arrivati fin qua, cioè non si sarebbe arrivati neanche alla necessità di chiedere la grazia, se si fosse votato l'emendamento di Futuro nazionale che ampliava la casistica della legittima difesa e che eliminava l'obbligo di risarcimento nei confronti dei parenti e dei criminali", afferma Laura Ravetto, deputata di Futuro Nazionale, in merito al caso ROGGERO.
Più Europa
"Mentre si approvava alla Camera una legge elettorale che, con l'indicazione del capo del governo designato dalla coalizione, va a colpire direttamente una delle prerogative del presidente della Repubblica, il governo sferrava un altro attacco ai poteri del capo dello Stato con la grazia a ROGGERO - afferma invece il segretario di Più Europa, Riccardo Magi - Non entro nel merito della vicenda giudiziaria, ma è evidente che la destra di Meloni, per mano di Nordio, forzando sulla grazia per un caso di giustizia fai da te, ha cercato di dare un colpo alle prerogative del Colle per motivi di propaganda. Bene ha fatto Mattarella a ricordare di chi è il potere di concedere la grazia; quanto alla destra, è evidente qual è il loro vero obbiettivo: il Colle e più in generale la separazione dei poteri dello Stato, che loro vorrebbero cancellare".
L’Anm
Sulla vicenda interviene anche l'Associazione nazionale magistrati: "Abbiamo grande rispetto verso il principio di autonomia e indipendenza della magistratura, e non entriamo nel merito delle singole sentenze. Però una cosa vorrei dirla con chiarezza: i giudici in tre gradi di giudizio e in modo convergente, hanno applicato la legge, come è giusto che sia, perché è questo il ruolo che l'ordinamento assegna loro. Trovo quindi sorprendenti le dichiarazioni di un ministro, che invoca addirittura il potere del giudice di innovarle, compito che spetta unicamente al legislatore, delegittimando al tempo stesso la magistratura con accuse di doppiopesismo tanto odiose quanto generiche" afferma il presidente dell'Anm Giuseppe Tango, in merito alle dichiarazioni del ministro Crosetto sulla sentenza ROGGERO. "Al di là dello specifico caso giudiziario, ovviamente non si può sottovalutare il tema delle aggressioni e delle violenze a danno di commercianti o nelle abitazioni di privati cittadini, ma questo semmai attiene al profilo della prevenzione dei reati e del controllo del territorio. Vorrei ricordare che la legge prevede già il sacrosanto istituto della legittima difesa, ma non può tollerare la vendetta privata. Dire il contrario significa minare le fondamenta dello Stato di diritto e questo chi rappresenta le istituzioni dovrebbe saperlo bene", conclude Tango.
La Lega
intanto la Lega, oltre alla campagna a favore della grazia, sta valutando ogni possibile iniziativa, nel pieno rispetto della legge, compresa l'eventuale candidatura di ROGGERO, qualora ne ricorrano i presupposti normativi. Parallelamente, come recita un comunicato del partito, "la Lega è impegnata a promuovere una massiccia raccolta di fondi destinata ad aiutare il gioielliere nel pagamento dei risarcimenti disposti dalla sentenza. Per la Lega, chi ha difeso il proprio lavoro e la propria vita non può essere lasciato solo".




