Al vertice Nato Trump attacca gli alleati e l'Italia: "ci avete abbandonato"

Il capo della Casa Bianca a tutto campo nel bilaterale con il padrone di casa, il presidente turco Erdoan. "Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna ci hanno voltato le spalle". "Meloni mi piace, ma non ci ha aiutato"
I timori dei 31 partecipanti al vertice Nato hanno preso forma quando il presidente Trump si è accomodato davanti ai giornalisti nel bilaterale con l’omologo turco Erdoan, padrone di casa.
TRUMP: DALL'EROPA ALLA GREONLANDIA
Dopo i convenevoli di rito sulle ottime relazioni tra Usa e Turchia, il boss della Casa Bianca ha sfoderato la lama tagliente delle minacce, delle recriminazioni e delle accuse contro gli alleati. Italia Francia Germania e Gran Bretagna subito sulla graticola: colpevoli di aver voltato le spalle agli americani, in una guerra, quella contro l’Iran, scatenata da Washington, ma non condivisa con gli amici (forse ex) europei. “Meloni mi piace”, ha detto sorridendo, “ma ha sbagliato”. Quasi un tentativo di ricucitura, di una veste ormai stracciata. ‘Il Vecchio continente è sulla strada sbagliata’ ha accusato, come quando urlava: FIRED ai candidati bocciati nel reality The Apprentice. Poi, il tycoon ha asserito che la Groenlandia è parte integrante degli Stati Uniti, perché sono altissimi i finanziamenti per la difesa dell’isola artica. Gli equilibri della Nato devono cambiare, ha aggiunto. A fine vertice la stoccata, ciò che tutti pensavano, ma solo lui ha avuto il coraggio di dire: Gli Usa potrebbero ritirare tutti i soldati dall’Europa, ha chiosato. Niente di nuovo, dunque nella sostanza. Minacce reiterate, dal palco di un’Alleanza che va in frantumi.
POI, IL RESTO...
Intanto, nelle ore precedenti, i preparativi sembravano volti a assorbire i contraccolpi ci ciò che tutti si aspettavano, non solo il governo italiano. Che comunque ha scelto di classificare le recenti uscite scomposte e misogine del presidente americano come provocazioni da lasciar cadere, confermando i buoni rapporti tra Usa e Italia. Dunque, i riflettori faticano a puntare sui reali nodi cha affronterà nelle prossime ore l’incontro di Ankara. Il raggiungimento dell’obiettivo del 5% del pil per le spese militari entro 2035 fissato all’Aia l’anno scorso. Che è anche la contropartita che si intende offrire al tycoon, nella speranza di ammorbidire le sue sparate contro gli alleati, mai risparmiate negli ultimi giorni. L’investimento per 40 miliardi di dollari su difesa anti-drone e la collaborazione con l’Ucraina per la produzione di sistemi militari, di cui ha parlato il segretario generale della Nato, Rutte, in apertura del summit. Il vero test sarà stasera, alla cena offerta dal presidente turco Erdogan ai partecipanti al summit, quando i contatti tra i leader potrebbero essere più informali. Palazzo Chigi ha anticipato una postura glaciale della premier Meloni. Stasera, di certo, niente foto.
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