E' guerra nel Golfo tra Usa e Iran. Trump lo notifica formalmente al Congresso

La tensione sale e la tregua è sempre più debole e in bilico. Il presidente americano sostiene che il memorandum era solo una prova. "colpiremo con forza" ha dichiarato il Tycoon
Tensione altissima in Medio Oriente. Nel Golfo è di nuovo guerra. La notte scorsa è scattato un nuovo raid americano contro l'Iran. Udite esplosioni a Bandar Abbas. Donald Trump ha affermato che l'obiettivo dell'attacco è indebolire le forze iraniane e impedire che siano loro a gestire i passaggi dallo stretto di Hormuz. Il capo della Casa Bianca ha minacciato di colpire un sito nucleare a 300 chilometri da Teheran, poi ha anche aggiunto di ritenere possibile un accordo con l'Iran. Che in risposta ha attaccato una nave americana considerata ostile e ha lanciato missili anche verso obiettivi strategici in Qatar.
E' GUERRA
Donald Trump ha formalmente comunicato al Congresso che gli Stati Uniti sono di nuovo in guerra con l'Iran. In una lettera datata 10 luglio, di cui Politico ha preso visione, Trump ha affermato che gli attacchi iniziati il 7 luglio rappresentano "un'azione militare coerente con la mia responsabilità di proteggere gli americani e gli interessi degli Stati Uniti, sia in patria che all'estero". Il presidente aveva affermato poco prima che l’America “Colpirà duramente l'Iran lunedì sera e martedì”. Lo ha detto al conduttore radiofonico conservatore Hugh Hewitt. Interrogato sul memorandum d'intesa, il leader di Washington ha affermato che si trattava di una prova per l'Iran, che quest'ultimo non ha rispettato.
LE MINACCE
L’annuncio arriva dopo ore di schermaglie tra Washington e Teheran. Il Tycoon, che ha annunciato anche un discorso alla nazione per giovedì sera alle 21 ora locale, le 3 di venerdì mattina in Italia, aveva pubblicato sul suo social Truth anche la minaccia secondo cui l'America chiederà un pedaggio pari al 20% del valore del carico per garantire la sicurezza del transito. "Stiamo comandando l'Iran a bacchetta dopo che loro lo hanno fatto per 47 anni". Ha dichiarato il capo della Casa Bianca, durante la presentazione del Gran premio Indycar che si terrà a Washington in agosto. "Abbiamo l'esercito più forte del mondo, lo avete visto in Venezuela e lo state vedendo ora in Iran", ha aggiunto.
L'AREA IN FIAMME
Mentre nello stretto ogni passaggio sembra, al momento, essere bloccato, salvo pochissime imbarcazioni che hanno attraversato il braccio di mare con i transponder spenti, l’area è sempre più incandescente e nervosa. Gli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, hanno dichiarato di aver preso di mira oggi l'aeroporto di Abha, in Arabia Saudita, per ritorsione contro i raid sull'aeroporto di Sanaa attribuiti al Regno. "In risposta a questa criminale aggressione saudita, le forze armate yemenite hanno condotto un'operazione militare contro l'aeroporto internazionale di Abha, impiegando diversi missili balistici e velivoli senza pilota", ha affermato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, in una dichiarazione video, avvertendo inoltre "tutte le compagnie aeree di evitare di sorvolare lo spazio aereo del Regno dell'Arabia Saudita", sottolineando che "tali avvertimenti devono essere presi seriamente finché non verrà revocato il blocco dell'aeroporto internazionale di Sanaa". Intanto, i guardiani della Rivoluzione hanno avvertito: 'Siamo pronti ad abbandonare l'accordo se gli Stati Uniti non rispettano gli impegni'.
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