Netanyahu smentisce l'esercito sulla pausa umanitaria nella Striscia. Idf, l'ha chiesta il governo

L'esercito ha affermato che 'la decisione è militare' e che Netanyahu aveva recentemente incaricato i capi della sicurezza di aumentare gli aiuti a Gaza
Duro scontro in Israele tra il governo e l'esercito. Netanyahu smentisce l’Idf che ha annunciato una pausa tattica quotidiana nel sud della Striscia di Gaza per agevolare la consegna degli aiuti umanitari. Per il premier israeliano è inaccettabile e i combattimenti a Rafah continueranno come previsto. Poi l'esercito replica al capo del governo che la decisione spetta ai militari e che lo stesso Netanyahu aveva recentemente incaricato i capi della sicurezza di aumentare gli aiuti a Gaza. L’Iran chiede di usare tutti gli strumenti per fermare Israele. Nella telefonata tra il ministro degli Esteri iraniano e il collega emiratino il richiamo ai Paesi islamici perché “usino tutti gli strumenti disponibili per fermare il genocidio sionista a Gaza il prima possibile e per aiutare il popolo oppresso nell'enclave”. Intanto un fotografo di ‘Haaretz’ è stato arrestato durante la manifestazione di Tel Aviv organizzata per la liberazione degli ostaggi. Poi il fotoreporter è stato rilasciato.
BOTTA E RISPOSTA IDF NETANYAHU
L'Idf ha respinto le critiche sulla sospensione dei combattimenti nei pressi del corridoio umanitario di Gaza, e anche l'affermazione secondo cui la classe politica non sarebbe stata informata della decisione. Lo riporta Haaretz. L'esercito ha affermato che 'la decisione è militare' e che Netanyahu aveva recentemente incaricato i capi della sicurezza di aumentare gli aiuti a Gaza e di consentire un accesso più sicuro agli operatori umanitari alla luce della nuova udienza della Corte internazionale di giustizia e degli incidenti in cui operatori sono stati uccisi dal fuoco dell'IDF .
NETANYAHU, PAUSA INACCETTABILE
L'ufficio del primo ministro Netanyahu ha fatto sapere che "quando il primo ministro ha sentito domenica mattina la notizia di una pausa umanitaria nei combattimenti per 11 ore al giorno, ha detto al suo segretario militare che ciò era inaccettabile". Lo riporta Haaretz aggiungendo che dopo il chiarimento "il primo ministro è stato informato che non vi è alcun cambiamento nella politica dell'IDF e che i combattimenti a Rafah continueranno come previsto".
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