Beppe Sala a RTL 102.5: “Sugli agenti dell’ICE non mi sento tutelato da Piantedosi, non abbiamo bisogno dell’ICE per garantire la sicurezza a Milano Cortina

Beppe Sala a RTL 102.5: “Sugli agenti dell’ICE non mi sento tutelato da Piantedosi, non abbiamo bisogno dell’ICE per garantire la sicurezza a Milano Cortina

Beppe Sala a RTL 102.5: “Sugli agenti dell’ICE non mi sento tutelato da Piantedosi, non abbiamo bisogno dell’ICE per garantire la sicurezza a Milano Cortina Photo Credit: ANSA/Matteo Corner / Z14


Sulla sparatoria a Rogoredo: “Più severità con spacciatori, lo dico da uomo di sinistra”

Il Sindaco di Milano, Beppe Sala, interviene a RTL 102.5 in merito alle ultime notizie di attualità. All’interno di Non Stop News, con Enrico Galletti, Massimo Lo Nigro e Giusi Legrenzi.


LA VICENDA DI ROGOREDO

«Innanzitutto, nessuno di noi può ergersi a giudice, quindi bisogna capire bene la dinamica e le responsabilità. Il poliziotto che ha sparato non era uno di primo pelo, aveva esperienza e pure queste cose succedono. È chiaro che la droga continua a circolare ovunque. Nel tempo, noi abbiamo liberato il famigerato il boschetto di Rogoredo, ma non è che questa società riesce a liberarsi dal fenomeno della droga. Credo che ci sia onestamente un po' troppa tolleranza rispetto ai crimini commessi, in particolare dagli spacciatori. Io vedo spacciatori che vengono fermati, gli viene dato un avviso e una denuncia a piede libero e vanno avanti. Credo che serva più severità e lo dico da uomo di sinistra, ma la severità rispetto a chi vende morte è necessaria. Detto ciò, è chiaro che le responsabilità andranno verificate, ci mancherebbe. Non sono favorevole a uno scudo penale, sono favorevole a esplicare quello che è successo. In questo caso, da quello che abbiamo capito, tra l'altro stiamo parlando di forze di polizia che fanno riferimento al governo, l’agente che ha sparato non ha sparato bruciapelo. Era a un paio di metri, ha visto quell'altro impugnare la pistola e ha sparato. Comunque, non sono favorevole a uno scudo penale, certamente, però ha capito bene il contesto».


GLI AGENTI DELL’ICE A MILANO-CORTINA

«Ancora non lo sappiamo, è già questo un problema. Diciamo che io, da italiano, prima ancora che da primo cittadino milanese, non mi sento tutelato da un ministro come il ministro Piantedosi, il ministro dell'interno, che dice “Vabbè, se mai dovesse venire, che problema c'è?” Il problema c'è: questa è una milizia che uccide, è una milizia che entra nelle case della gente auto-firmandosi il permesso, come facevamo noi a scuola, ma è molto più grave. È chiaro che non sono i benvenuti a Milano, non c'è alcun dubbio. Però mi chiedo, ma una volta noi potremmo dire un “No” a Trump? Qui non si parla di interrompere relazioni o di creare un caso diplomatico, ma un “No”, potremmo dirlo? Guardate, lo dico perché faccio l'esempio di quello che è avvenuto ieri in America e non nell'opposizione, ma nel partito di Trump. Un esponente del partito repubblicano, in corsa per diventare governatore del Minnesota, si è ritirato dalla corsa in polemica con l'ICE. Allora, questa cosa non s’ha da fare. Io credo che non debbano venire in Italia perché non danno garanzie di essere allineati alle nostre modalità di gestire in maniera democratica la sicurezza. Siamo in grado di occuparci da soli della loro sicurezza. Non abbiamo bisogno dell’ICE».


OLIMPIADI MILANO-CORTINA: RISCHIO OVERTOURISM

«Vedo ovviamente qualche necessario disagio per la città. Il prefetto, e io rispetto la decisione, ha deciso di chiudere le scuole il giorno prima, per lo meno nella cerchia 90-91, la cerchia più centrale di Milano. Non sarà facile muoversi quel giorno, però non vedo rischio di overtourism. Ma guardate, io lo dico dall'inizio, è chiaro che le Olimpiadi invernali sono diverse da quelle estive. Hanno un peso importantissimo dal punto di vista reputazionale per quello che lasciano. Pensate come immagine, pensate a Torino 2006. Ma è chiaro che sono a febbraio, sono divise in varie location. Non è che c'è da immaginare che arriveranno milioni di persone, ma è normale che sia così. Noi reputiamo che a Milano vengano 400.000 persone più del solito, che è un tema. Ma se ci pensate, durante il Salone del Mobile ne arrivano anche altrettante e ancora di più. Quindi credo che gestiremo bene la situazione».


OLIMPIADI: LO STATO DEI LAVORI

«Prendete la mia rassicurazione forse come un po' più significativa di altri, perché avendo vissuto il tema Expo sto rivivendo quello che era già successo: scetticismo fino alla fine e poi alla fine di nuovo piccolissima provocazione, poi a salire sul calo dei vincitori saranno in tanti. Le cose sono gestite bene, ci arriveremo bene, è chiaro che siamo alle finiture, quindi io da questo punto di vista mi sento in condizione di rassicurare tutti, avendo fatto anche un giro degli impianti, che la situazione è a posto».


LA TRAGEDIA DI CRANS-MONTANA

«La fermezza è d’obbligo per accertare i responsabili, assolutamente. Noi saremo parte civile nel processo se sarà utile alla causa, che è quello che ho detto ai genitori. Dopodiché, come critico il nostro Governo sul tema relativo all'ICE, dico che invece fanno bene ad essere fermi nel rapporto con le autorità svizzere. Ecco, la mia sensazione è che ci sia un po' di facilità nel gestire i permessi e le autorizzazioni. In Italia la prevenzione antincendio viene data anche a seguito di controlli rigorosi. Lì, apparentemente, non ci sono stati, quindi dobbiamo stare dalla parte dei familiari che hanno perso figli, e che è il dramma più grande che ci sia, o che hanno figli che dovranno essere curati per tutta la vita. Quindi bisogna stare a loro fianco ed essere fermi con le autorità svizzere. Poi sul Niguarda veramente un encomio, questi sono andati a prenderli uno ad uno nei vari ospedali svizzeri, mandando per ogni ragazzo un elicottero, un anestesista, un chirurgo, uno psicologo, e li hanno portati qui, a uno a uno. Veramente hanno fatto una cosa che tende all'eroismo, perché hanno fatto veramente molto di più di quanto anche in situazioni del genere drammatiche si fa».


FINE MANDATO E IL RAPPORTO CON CALENDA

«È chiaro che Calenda dice io sono un centrista, non sto da una parte o dall'altra, ma, anche per la legge elettorale e per il fatto che sei costretto abbastanza a stare insieme, io vedo che Azione nella maggior parte delle città poi sta nel centro sinistra. È lo sforzo che sto facendo rispetto a Calenda. Ecco, è chiaro che dal mio punto di vista, un po' egoisticamente, spero che non parta la campagna elettorale adesso a 15 mesi dalle elezioni. È un po' prestino. Però è importante che scendano in campo candidati autorevoli. Il primo che si è fatto avanti nel centro-destra, Antonio Civita, io ho detto subito che è buon candidato. Cioè non è che ho detto ma che vuole questo? Quindi è chiaro che dal mio punto di vista è evidente, io farò la parte della mia parte politica e sosterrò il nostro candidato. Ma in questo momento sono seduto sulla mia poltrona, sulla mia sedia. Ecco, vorrei essere assicurato che chi si siederà qua è una persona capace. Quindi è importante che ci sia un candidato forte nel centro-sinistra, ma anche che ci sia un candidato forte nel centro-destra. Su questo credo onestamente di dirla così».



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