Carmen Consoli a RTL 102.5: “Sentivo l’esigenza di recuperare le mie radici ed è stato un vero e proprio lavoro culturale. Hanno partecipato anche Mahmood, Jovanotti e Leonardo Sgroi, a cui sarò per sempre grata”

Carmen Consoli a RTL 102.5: “Sentivo l’esigenza di recuperare le mie radici ed è stato un vero e proprio lavoro culturale. Hanno partecipato anche Mahmood, Jovanotti e Leonardo Sgroi, a cui sarò per sempre grata”

Carmen Consoli a RTL 102.5: “Sentivo l’esigenza di recuperare le mie radici ed è stato un vero e proprio lavoro culturale. Hanno partecipato anche Mahmood, Jovanotti e Leonardo Sgroi, a cui sarò per sempre grata”


Ieri, nel corso di “The Flight”, la cantante ha presentato “Amuri Luci”, il primo capitolo del nuovo progetto discografico in tre parti

Ieri, Carmen Consoli è stata ospite di RTL 102.5, in compagnia di Matteo Campese e La Zac, per presentare il disco “Amuri Luce”, con cui la cantante siciliana inaugura un nuovo, ambizioso percorso: una trilogia discografica che esplorerà le tre anime che hanno definito la sua carriera e la sua scrittura – le radici mediterranee e linguistiche, la matrice rock e il cantautorato. Tre dischi diversi, tre visioni autonome, un unico progetto organico che restituisce tutta la ricchezza di un’artista capace di reinventarsi senza perdere la propria identità. Il primo capitolo, rilasciato lo scorso 3 ottobre 2025, affonda nelle origini linguistiche e culturali della Sicilia. La scelta del siciliano, arricchito da stratificazioni di arabo, latino e greco, non è nostalgia né folclore, ma ritrae, nelle parole e nei suoni, un'isola polifonica, crocevia di civiltà, ponte tra epoche e culture, un luogo dove il passato continua a parlare costantemente al presente. La lingua madre diventa strumento vivo di memoria, di verità e di resistenza. Ai microfoni di RTL 102.5, Carmen Consoli ha raccontato: «Il progetto è una trilogia. Da un po’ di tempo sentivo l’esigenza di recuperare le mie radici, partendo dal greco antico di Teocrito, che era siciliano, passando poi al latino dal “Dolce stilnovo siciliano”, arrivando al siculo-arabo, che ho condiviso con Mahmood. C’è anche una piccola parentesi in italiano, scritta da Lorenzo Jovanotti in cui raccontiamo Galatea, questa ninfa siciliana di cui si innamora il Ciclope e lo vediamo per la prima volta diventare umano. In questo disco si racconta proprio l’amore, che è luce. L’idea è che ogni lingua tiri fuori da me un’anima diversa: il siciliano mi ha tirato fuori un’anima polemica e politica e ho fatto parlare anche dei grandi poetici come Buttitta, per cui forse è uno dei miei dischi più impegnato socialmente. L’italiano invece, tira fuori la mia parte più introspettiva. È stato proprio un lavoro culturale di recupero ed è stato difficile. il siciliano è molto difficile perché simile all’italiano e alcune cose non si riescono a tradurre correttamente».


LE COLLABORAZIONI NEL DISCO

Il disco si arricchisce inoltre della presenza di tre ospiti speciali, che ne ampliano le prospettive emotive e culturali: Mahmood in “La Terra di Hamdis”, un dialogo con il poeta arabo-siculo Ibn Hamdis che diventa riflessione sulle migrazioni e sul dolore universale degli esiliati; Jovanotti in “Parru cu tia”, un inno alla ribellione e all’azione, dove la parola si fa gesto politico e poetico; Leonardo Sgroi, giovane tenore del Maggio Musicale Fiorentino, che in “Qual sete voi?” dialoga con Carmen sulle orme di Nina da Messina, la prima donna a scrivere in volgare. «Ho pensato a un duetto donna-uomo perché mi piace molto quando la voce maschile si unisce a quella femminile. Avevo chiamato anche altri ospiti, oltre a quelli già presenti, che non sono potuti venire, perché questo disco per me era troppo difficile e volevo condividerlo con più persone possibili, per esempio “Mamma Tedesca” era molto pesante come contenuto. Alla fine, Lorenzo, che pensavo dicesse di no, ha accettato ed è stato disarmante il modo in cui si è offerto di fare questo lavoro insieme: abbiamo giocato come due bambini e lo ringrazio davvero per la generosità, il tempo che ha dedicato a tutto questo, l’ispirazione che ha avuto e la passione che ci ha messo. Lo stesso vale per gli altri due ospiti, Mahmood e Leonardo Sgroi. Quando si ha questo piccolo elemento così raro, che è la passione che dedichi a un progetto “piccolo”, vuol dire tanto. Non smetterò mai di esprimere gratitudine a questi “signori” che hanno collaborato con me e hanno fatto parte di questo album» ha concluso la cantautrice in diretta su RTL 102.5.



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