Consiglio europeo, la premier Giorgia Meloni: “Italia soddisfatta, cambio di passo sull’immigrazione”

Consiglio europeo, la premier Giorgia Meloni: “Italia soddisfatta, cambio di passo sull’immigrazione”

Consiglio europeo, la premier Giorgia Meloni: “Italia soddisfatta, cambio di passo sull’immigrazione”


La presidente del Consiglio ha negato frizioni nel centrodestra sulle nomine pubbliche e sulle polemiche dell’opposizione per il ricordo delle Fosse Ardeatine, in cui ha parlato di 335 italiani massacrati, ha risposto: “Termine che comprende gli antifascisti”

"Direi che l'Italia può dirsi molto soddisfatta dei risultati di questo Consiglio europeo". Così il premier Giorgia Meloni dopo aver partecipato a Bruxelles ai lavori del Consiglio europeo e all'Eurosummit. E sulle polemiche dell'opposizione per la sua nota di ricordo delle Fosse Ardeatine, in cui parla esclusivamente di 335 italiani massacrati, replica, piccata, che "il termine comprende naturalmente anche gli antifascisti".


Le conclusioni

"Avevamo lavorato molto bene sulla bozza di conclusioni, che sulle questioni dirimenti e più importanti non ha subito modifiche durante la discussione, sia per quello che riguarda le materie economiche con il richiamo all'implementazione della flessibilità dei fondi di coesione e dei fondi Pnrr, che sulla materia della governance che per noi è fondamentale da risolvere entro la fine di quest'anno e che deve tenere conto degli obiettivi strategiche che l'Unione europea si dà".


Migranti

Parlando con i giornalisti, il premier sottolinea poi sulla questione migratoria: "Avete visto il richiamo nelle conclusioni di oggi che dimostra la conferma di un cambio di passo che abbiamo impresso e che la migrazione rimane una priorità, con il passaggio all'implementazione degli obbiettivi e una verifica di quella implementazione nel prossimo Consiglio. Stiamo lavorando sulla concretezza, con risultati molto buoni e una buona fede che viene dimostrata".


Energia

Quanto alle materie energetiche, Meloni evidenzia che "la battaglia sui biocarburanti non è affatto persa, intanto abbiamo ottenuto la neutralità tecnologica. Non c'è solo l'opzione dell'elettrico, noi dimostreremo che anche i biocarburanti possono essere a emissioni zero, c'è l'idrogeno", ribadisce la sua posizione il presidente del Consiglio, per poi aggiungere: "Non possiamo proteggere l'ambiente distruggendo le nostre industrie, ci vuole equilibrio tra sostenibilità ambientale, economica e sociale, io penso che l'Europa passa farlo ed è quello su cui stiamo lavorando". Quanto alla situazione bancaria europea, rassicura: "Non mi pare ci sia particolare preoccupazione per un sistema le cui fondamenta mi sembrano molto solide". Il premier, infine, esprime parole di soddisfazione anche in merito al bilaterale con il presidente francese Emmanuel Macron, parlando di "un incontro lungo e ampio sullo senario e la situazione complessa sul fronte geopolitico", e garantendo: "C'è voglia di collaborare".


Mes

Infine, il capitolo Fondo-Stati: nonostante le preoccupazioni del Presidente dell'Eurogruppo e nonostante le tensioni sui mercati, l'Italia non sembra ancora pronta a ratificare il Mes. Unica in Europa a non averlo ancora fatto, attesa dagli altri Stati membri per dare il via libera alla riforma, Roma continua a rimandare. Lasciando il Consiglio europeo di Bruxelles, la presidente del Consiglio sposta il terreno della discussione: "Credo che la materia non vada discussa a monte, ma va discussa a valle e nel contesto nel quale opera. Il riferimento alla governance a questo punto di vista è un riferimento fatto non a caso, e anche ad altri strumenti che sono anche più efficaci nell'attuale contesto. Stamattina abbiamo discusso di Unione bancaria. E nel tema, per esempio, di un backstop, il Mes è una sorta di Cassazione, il primo e il secondo grado sono l'Unione bancaria, che sono le materie sono state discusse questa mattina. È un ragionamento del quale non si può discutere se non in un quadro complessivo". 


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