UE, vertice nelle Fiandre: l'Europa cerca il rilancio. Meloni: “Italia e Germania motore dell’Unione”

UE, vertice nelle Fiandre: l'Europa cerca il rilancio. Meloni: “Italia e Germania motore dell’Unione”

UE, vertice nelle Fiandre: l'Europa cerca il rilancio. Meloni: “Italia e Germania motore dell’Unione” Photo Credit: AnsaFoto.it/Filippo Attili


Il summit informale apre una fase in cui il Vecchio Continente vuole rimettere al centro competitività, mercato unico e capacità industriale. Se la cooperazione rafforzata diventerà davvero la nuova normalità, lo si capirà già dal Consiglio europeo di marzo

In un castello delle Fiandre, in un giorno di pioggia, i leader europei cercano di scrivere una nuova pagina per l'Europa. Ad Alden Biesen, su impulso del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, si svolge un ritiro informale dei 27 dedicato alla competitività, preceduto da un prevertice convocato da Italia, Germania e Belgio, al quale hanno partecipato 19 Paesi.

Il prevertice

Quella dei prevertici è destinata a diventare una prassi: verrà ripetuta anche prima del Consiglio europeo di marzo, ha assicurato la premier Giorgia Meloni arrivando alla riunione. Nelle ultime settimane, all'interno dell'Unione si è fatta strada la necessità di accelerare su alcuni dossier e, per farlo, la cooperazione rafforzata tra Stati sembra l'unica via per superare le divergenze che spesso paralizzano le decisioni. Dopo il formato dei "big 6" sulle questioni economiche, appare sempre più evidente il ritorno dell'Italia come protagonista in Europa, in un asse con Berlino che si consolida e che sembra in grado di influenzare le altre capitali. I tempi degli ammiccamenti francotedeschi in barba a Roma sembrano lontani. "C'è sicuramente un motore tedesco italiano in questo momento e una convergenza su molti temi. Stiamo rafforzando la nostra cooperazione bilaterale, ma non è qualcosa che si fa contro qualcuno o escludendo qualcuno", ha rassicurato Meloni. Ieri, il premier belga Bart De Wever, incontrando gli industriali ad Anversa, ha parlato di una "situazione sull'orlo della crisi esistenziale" riferendosi allo stato dell'industria nel suo paese. Preoccupazioni condivise tra i leader, soprattutto alla luce degli ultimi shock geopolitici, come i dazi statunitensi, che hanno costretto l'Unione a una posizione di rincorsa.

L’obbiettivo

L'obiettivo del ritiro è dunque tracciare una road map basata su pochi punti e attuabile rapidamente. E per avviare la discussione i leader ripartiranno da dove si erano fermati: i rapporti sul mercato unico di Enrico Letta e quello sulla competitività europea firmato da Mario Draghi, che pochi giorni fa a Lovanio ha invitato l'Ue a trasformarsi in una "federazione pragmatica". La prima richiesta dei 27 riguarda i costi dell'energia, che continuano a penalizzare l'industria europea. "A nome dell'Italia mi sono concentrata e mi concentrerò soprattutto sulla questione dei prezzi dell'energia. Su questo ci sono dinamiche e risposte che servono a livello nazionale", ha detto Meloni, annunciando "una misura molto articolata" sul prezzo dell'energia. Ma ha precisato che, senza rimuovere i nodi che persistono anche a livello europeo, "non saremo in grado di dare una risposta sul tema più serio che mette a repentaglio la competitività delle nostre imprese". Altro punto su cui sembra esserci consenso è la semplificazione delle procedure, considerate troppo lente e complesse per consentire all'Unione di agire con tempestività in un mondo che cambia rapidamente.

Von der Leyen

Nei giorni scorsi, una lettera di Ursula von der Leyen ha ribadito la necessità di "una pulizia normativa a tutti i livelli", denunciando "troppa sovrapposizione" e "troppi strati di legislazioni nazionali" che creano nuove barriere nel mercato unico. "Un camion in Belgio può pesare fino a 44 tonnellate. Ma se attraversa il confine con la Francia, può trasportarne solo 40. Nel giugno 2023 abbiamo proposto una legislazione per armonizzare questa normativa. Quasi due anni dopo, la questione è ancora in discussione tra i colegislatori", ha ricordato la presidente della Commissione. Mentre fuori continua a piovere, dentro i leader cercano di trasformare le intenzioni in azioni. Il vertice informale non scioglierà tutti i nodi, ma apre una fase in cui l'Ue sembra intenzionata a rimettere al centro competitività, mercato unico e capacità industriale. Se la cooperazione rafforzata diventerà davvero la nuova normalità, lo si capirà già dal Consiglio europeo di marzo, quando i leader saranno chiamati a trasformare il metodo in risultati perché in gioco non c'è solo l'industria, ma il posizionamento dell'Unione europea nello scacchiere mondiale.



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