Legge elettorale, le opposizioni dicono no al dialogo: respinto l’appello della presidente del Consiglio Meloni

Legge elettorale, le opposizioni dicono no al dialogo: respinto l’appello della presidente del Consiglio Meloni

Legge elettorale, le opposizioni dicono no al dialogo: respinto l’appello della presidente del Consiglio Meloni Photo Credit: AnsaFoto.it/Massimo Brambatti


Ma anche all’interno della stessa maggioranza ci sono delle perplessità da superare: come la suddivisione del listone del premio di maggioranza tra i partiti, oppure alcuni ritocchi per blindare il provvedimento da eventuali rilievi di costituzionalità

La premier Giorgia Meloni vuole portare a casa la nuova legge elettorale e per farlo bisogna non solo blindare l'accordo interno alla maggioranza, ma anche trovare un terreno su cui provare a dialogare con le opposizioni.

Il vertice

È quanto è emerso nel vertice che si è tenuto ieri sera a Palazzo Chigi per parlare appunto della riforma chiamata ‘stabilicum’. Il governo, quindi, è pronto a proporre un tavolo alle opposizioni per confrontarsi. Ma sono arrivate già le prime frenate. “Non ci sono le condizioni per il dialogo”, ha detto il responsabile Riforme della segreteria del Partito Democratico Alessandro Alfieri: “Non esiste che presentino un testo che hanno scritto tutto loro e poi provino a trovare aggiustamenti con le opposizioni. Facciano tabula rasa del testo sulla legge elettorale e del premierato e allora ha senso avviare un confronto sulle regole del gioco democratico con l'opposizione. Così non ci sono le condizioni. Mi sembra singolare che arrivino a proporre il dialogo dopo che se la sono suonata e cantata, proponendo un loro testo irricevibile, con premi sproporzionati. Aprono adesso il dialogo perché sono in difficoltà fra di loro”. Il leader del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte rincara la dose e dice: "Il tempo di questo governo sprovvisto di soluzioni è quasi scaduto, per fortuna".

FI

Ma da Forza Italia il Segretario Antonio Tajani insiste e chiede all’opposizione di fare delle proposte, perché altrimenti il no è solo un pretesto: "Noi abbiamo una proposta, siamo disposti a discutere, se poi non vogliono discutere è una scelta loro. L'abbiamo sempre detto, la legge elettorale va fatta insieme all'opposizione, il compito della maggioranza è quello di fare una proposta, poi sediamoci attorno a un tavolo e vediamo che cosa vogliono fare. Altrimenti il no diventa pretestuoso. Parliamo, discutiamo, abbiamo una proposta, fateci i vostri correttivi, ma è compito della maggioranza fare delle proposte. Noi le abbiamo fatte e siamo pronti a discutere. Da parte nostra c'è grande apertura per avere una legge elettorale che garantisca stabilità al nostro Paese e governabilità, chiunque vinca. Quindi è una legge che riguarda tutti, non riguarda noi. Smentisco qualsiasi ipotesi che si possa pensare a pareggi, non esistono: o si vince o si perde quando c'è una campagna elettorale e c'è un voto”.

Il centrodestra

In ogni caso, anche all’interno dello stesso centrodestra ci sono perplessità da superare: come la suddivisione del listone del premio di maggioranza tra i partiti, oppure alcuni ritocchi per blindare il testo da eventuali rilievi di costituzionalità.



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