Covid: Gimbe , in 7 giorni i contagi sono aumentati del 58,9% e quasi 7 milioni di italiani sono senza vaccino

23 giugno 2022, ore 11:00

Secondo la Fondazione Gimbe che ha effettuato il consueto monitoraggio settimanale, aumentano in questa fase anche i ricoveri ordinari e l'occupazione delle terapie intensive; secondo il presidente Nino Caltabellotta non bisogna eliminare l'isolamento per i positivi

In una settimana il 58,9% di casi in più

Torna a correre il Covid: il monitoraggio della Fondazione Gimbe ha rilevato, nella settimana dal 15 al 21 giugno, "un aumento dei nuovi casi (255.442) in tutte le regioni italiane: +58,9% in 7 giorni". C'è stato anche un incremento dei ricoveri ordinari (+14,4%) e delle terapie intensive (+12,6%) ma sono calati i morti (-19%). "Assistiamo a una netta impennata dei nuovi casi settimanali (+58,9% rispetto alla settimana precedente) - afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe - che si attestano intorno a 255 mila con una media mobile a 7 giorni che supera quota 36 mila casi al giorno". Secondo il report, nella settimana 15-21 giugno l'incremento percentuale dei nuovi casi si registra in tutte le Regioni: dal +31,3% della Valle D'Aosta al +91,5% del Friuli-Venezia Giulia.

La campagna vaccinale è in stallo

Al 22 giugno sono 6,85 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, di cui 4,03 milioni attualmente vaccinabili e 2,82 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da Covid-19 da meno di 180 giorni. Diminuiscono inoltre i nuovi vaccinati, che sono 2.981 rispetto ai 3.253 della settimana precedente (-8,4%). In particolare, 5,51 milioni di italiani sono senza terza dose e 4,05 milioni di fragili sono senza quarta dose.

La Fondazione Gimbe esorta alla prudenza

"In questa fase della pandemia è fondamentale ridurre la circolazione virale, in particolare indossando la mascherina nei locali al chiuso, specialmente se affollati o poco ventilati e in condizioni di grandi assembramenti anche all'aperto. Le istituzioni, dal canto loro, devono potenziare la campagna vaccinale in tutte le persone a rischio di malattia grave, aumentando la copertura con la terza dose negli over 50 e con la quarta dose in tutte le persone vulnerabili incluse nella platea. 'Last not but least', evitare di disorientare la popolazione con proposte antiscientifiche e rischiose per la salute". La Fondazione invita dunque alla prudenza, sottolineando come abolire l'isolamento dei positivi sia "antiscientifico e rischioso per la salute pubblica". Il presidente della Fondazione, Nino Caltabellotta invita alla cautela per almeno tre ragioni. Innanzitutto il numero dei positivi (circa 600 mila) è largamente sottostimato per il massiccio utilizzo dei tamponi fai-da-te con notifica parziale dei test positivi; in secondo luogo, è impossibile stimare l'entità di questa risalita d'inizio estate e i tempi per raggiungere il picco; infine, lo stallo della campagna vaccinale ha generato una popolazione attualmente suscettibile all'infezione molto estesa". 

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